Arresto di Andrea, la reazione di re Carlo: la linea ufficiale di Buckingham Palace

Un arresto che segna un prima e un dopo per la monarchia britannica. L’ex principe Andrea — nato Andrew Mountbatten-Windsor — è il primo membro anziano della famiglia reale, in epoca moderna, a essere arrestato. Al centro dell’indagine ci sarebbero e-mail diffuse dal United States Department of Justice che mostrerebbero l’ex duca di York inoltrare a Jeffrey Epstein resoconti di viaggi ufficiali e documenti riservati, in un intreccio delicato tra diplomazia, rapporti personali e responsabilità istituzionali.

Secondo i documenti pubblicati dalle autorità americane, Andrea, fratello di re Carlo, avrebbe condiviso con Epstein informazioni relative a visite ufficiali a Hong Kong, Vietnam e Singapore. Un’e-mail del novembre 2010 sarebbe stata inoltrata appena cinque minuti dopo l’invio da parte del suo allora consigliere speciale, Amir Patel. In un altro messaggio, datato 24 dicembre 2010, l’ex duca avrebbe trasmesso un rapporto riservato sulle opportunità di investimento legate alla ricostruzione della provincia di Helmand, in Afghanistan. Sono proprio questi scambi ad aver acceso l’interesse degli investigatori.

Andrea arrestato, la reazione del fratello re Carlo

Per trovare un precedente storico paragonabile bisogna risalire al XVII secolo: Carlo I d’Inghilterra fu arrestato nel 1647 durante la guerra civile inglese, processato per alto tradimento e giustiziato nel 1649 dopo essersi rifiutato di accettare limiti all’autorità reale. In tempi più recenti, Principessa Anna fu multata nel 2002 ai sensi del Dangerous Dogs Act dopo che il suo cane aveva morso due bambini, ma in quel caso non vi fu alcun arresto.

Andrea è stato fermato nel giorno del suo 66° compleanno nella tenuta di Sandringham House, dove si era trasferito dopo aver lasciato la Royal Lodge. Nelle prime ore del mattino sarebbero state avvistate diverse auto di agenti in borghese all’interno della proprietà reale. Il fermo rappresenta un punto di svolta in una vicenda che da anni coinvolge l’ex duca, già al centro di polemiche per i suoi rapporti con Epstein.

La sua posizione all’interno della famiglia reale era stata progressivamente ridimensionata. Dopo la pubblicazione di nuovi documenti sul caso Epstein, Carlo III avrebbe avviato la procedura per allontanarlo dalla residenza di Windsor e lo avrebbe privato del titolo di principe. Il 30 ottobre 2025 Andrew è stato formalmente privato dei titoli reali e del trattamento di “Altezza Reale”, mentre il 17 ottobre aveva già rinunciato volontariamente all’uso del titolo di Duca di York.

Buckingham Palace aveva dichiarato di essere “pronto a sostenere” la polizia qualora fosse stato contattato in merito alle accuse. Dopo l’arresto, il commento ufficiale è stato: “La giustizia faccia il suo corso”. Anche Kensington Palace ha preso posizione: il principe e la principessa del Galles si sono detti “profondamente preoccupati” per la pubblicazione dei nuovi documenti, senza citare direttamente Andrea.

Mentre la polizia si presentava a Sandringham, il primo ministro Keir Starmer dichiarava alla BBC che “nessuno è al di sopra della legge”, ribadendo che questo principio deve essere applicato in questo caso come in qualsiasi altro. Un’affermazione che evidenzia la portata istituzionale della vicenda e la delicatezza del momento per la monarchia britannica, chiamata a confrontarsi con uno degli episodi più critici della sua storia contemporanea.

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