Omicidio Chiara Poggi, Roberta Bruzzone a Garlasco: “Devo fare un sopralluogo lì”

Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi è stato affrontato anche nell’ultima puntata di Quarto Grado, con un collegamento della criminologa Roberta Bruzzone, intervenuta per illustrare lo stato della consulenza che sta predisponendo per la parte civile, la famiglia Poggi. Durante il confronto con il conduttore Gianluigi Nuzzi, l’attenzione si è concentrata su alcuni elementi tecnici legati alla scena del crimine, in particolare sulla scala dell’abitazione di via Pascoli.
Il focus dell’analisi riguarda nello specifico i primi due gradini della scala, ritenuti dalla criminologa un passaggio chiave nella dinamica dell’omicidio. Secondo la consulente, si tratterebbe di un elemento che non sarebbe stato adeguatamente considerato nella prima fase processuale e che meriterebbe ulteriori approfondimenti tecnici alla luce delle perizie disponibili.

Omicidio Chiara Poggi, Roberta Bruzzone a Garlasco: “Devo fare un sopralluogo lì”
Bruzzone ha spiegato di essere prossima alla conclusione del lavoro peritale, annunciando anche un imminente sopralluogo. “Ho quasi finito la consulenza – precisa – devo fare un’ultima parte pratica e la famiglia Poggi mi ha dato la disponibilità di fare la verifica direttamente in loco. Avverrà la settimana prossima nella villetta di Garlasco”.

Entrando nel merito, la criminologa ha evidenziato le criticità che intende chiarire, chiamando in causa la prima sentenza. “Questo è un aspetto che ritengo centrale. So che dovrebbe venire il giudice Vitelli uno dei prossimi venerdì. Ecco, mi piacerebbe tanto porre una domanda che purtroppo, ad oggi, non è stato possibile porgli direttamente, perché tutte le volte che ho avuto modo di incrociarlo, in particolare in un’altra trasmissione, non c’era la possibilità, da parte delle persone presenti, di fare domande. Erano state poste delle domande, ma solo concordate, a quanto abbiamo appreso. Io mi auguro di poter porre questa domanda, perché un punto centrale della sua perizia, che lui dispose e che era incompleta, e lo dice la Cassazione, non lo dico io – la Cassazione che poi annulla con rinvio e poi manda al nuovo processo – si domanda per quale motivo non abbia considerato i due gradini”.

La criminologa è tornata poi sul peso che quel dettaglio avrebbe nella ricostruzione dei fatti. “Io vorrei capire questi due gradini che non ha considerato determinanti, perché nella perizia Testi hanno un ruolo determinante. È stato lui a decidere di non considerarli o è stata una decisione alquanto, insomma, discutibile del perito che aveva investito di questa verifica? Ecco, questo è uno degli aspetti di questa storia che continua ad assillare la mia mente. Ma non riesco a trovare una risposta plausibile. Speriamo che il giudice Vitelli, nella sua immensa generosità, stavolta risponda magari in maniera un po’ più open alle domande che possano essere poste. Questa è la mia e gliela anticipo”.
Nel corso del collegamento, Gianluigi Nuzzi ha chiesto se l’eventuale omissione potesse essere attribuita al tecnico incaricato della perizia. Bruzzone ha replicato: “Non lo sappiamo, potrebbe anche avere avuto un’indicazione. Possiamo escluderlo? Ce lo deve spiegare Vitelli. Come mai un passaggio determinante, che entra a pieno titolo anche nella sua motivazione, non è stato svolto ed è uno dei motivi su cui la Cassazione poi di fatto aggredirà la sua sentenza annullandola”.
Sul punto è intervenuto anche Paolo Reale, cugino di Chiara Poggi e consulente informatico della famiglia, che ha sottolineato la rilevanza della questione: “La domanda che poneva la dottoressa Bruzzone è particolarmente importante perché richiama proprio un passaggio della sentenza di Vitelli, dove dice che effettivamente l’assassino non poteva non toccare quella grande macchia. Ecco perché la domanda che pone, come mai non è stata fatta la perizia che prevedeva di guardare proprio quello che succedeva davanti alla porta e nei primi due gradini… è da quello che discende il dubbio sull’assoluzione o la certezza di condannare, è una domanda estremamente pertinente che richiama proprio la sentenza di Vitelli”. Nelle prossime settimane potrebbe quindi arrivare un confronto diretto sul tema sollevato dalla criminologa.




