Milano, sequestrato il bar Coa di via Lecco: “Una scala a chiocciola unica via di fuga dalla discoteca sotterranea”

Nelle serate milanesi, tra le luci dei lampioni e il brusio dei locali, la vita notturna pulsa di giovani e musica. Tra cocktail dai nomi esotici, consolle illuminate e gruppi di amici che cercano svago dopo una lunga settimana, il divertimento può trasformarsi rapidamente in rischio quando la sicurezza viene trascurata. Le cronache italiane e internazionali ricordano come una struttura apparentemente innocua possa nascondere pericoli nascosti, spesso invisibili agli occhi di chi la frequenta, ma evidenti alle autorità competenti. È in questo contesto che si inserisce il caso del cocktail bar Coa, diventato nelle ultime ore protagonista di un sequestro preventivo deciso dalla polizia locale di Milano.
Il fascino di un locale sotterraneo, con la sua atmosfera intima e le luci soffuse, può attirare centinaia di giovani desiderosi di ballare e socializzare. Tuttavia, le regole di sicurezza sono state concepite proprio per prevenire tragedie, e la loro inosservanza può trasformare un momento di svago in un incubo. Il caso del Coa, situato in zona Porta Venezia, è emblematico: una struttura con un’unica scala a chiocciola come via d’accesso e di fuga, capace di contenere un centinaio di ragazzi, ha attirato l’attenzione delle autorità dopo controlli reiterati e segnalazioni dei residenti preoccupati.
Il sequestro preventivo del cocktail bar Coa è stato disposto a seguito della stretta sulla sicurezza decisa dopo la tragedia di Capodanno a Crans-Montana, dove la mancanza di vie di fuga adeguate aveva causato la morte di 40 giovani. Il titolare del locale, un uomo di 34 anni, è stato denunciato per apertura abusiva di luogo di intrattenimento senza osservare le prescrizioni in materia di tutela della pubblica incolumità. L’atto della polizia locale mira a prevenire potenziali rischi, soprattutto in caso di emergenze come incendi o altre situazioni critiche, che potrebbero mettere in pericolo la vita dei frequentatori.
Le prime verifiche della polizia al Coa risalgono al 14 settembre 2024. In quell’occasione, gli agenti erano intervenuti dopo la segnalazione di un gruppo di residenti per disturbo della quiete pubblica. Una volta entrati nel locale, gli agenti hanno constatato la presenza di circa cento ragazzi che ballavano nel sotterraneo del locale, dove due strette rampe di scale costituivano l’unica via di ingresso e uscita. Inoltre, è emerso che il locale non possedeva la licenza di agibilità per serate tipo disco bar, rendendo l’attività sostanzialmente abusiva.

La storia dei controlli
Nonostante le segnalazioni e le verifiche, il titolare del Coa ha continuato a organizzare eventi durante i fine settimana. Nel mese di ottobre 2024, i carabinieri avevano effettuato un nuovo accertamento, confermando le criticità riscontrate in precedenza e riaprendo un procedimento a carico del proprietario. A metà 2025, il Comune di Milano aveva inviato un ordine di immediata cessazione della discoteca, ma la violazione è continuata fino ai giorni scorsi.
Lo scorso 7 gennaio, una nuova segnalazione di un consigliere di zona ha spinto la Procura a emettere il decreto di sequestro preventivo. Nel provvedimento si sottolinea come il titolare abbia mostrato una perdurante indifferenza alle attività repressive, creando potenziali situazioni di grave pericolo per l’incolumità pubblica. In particolare, in caso di emergenza come un incendio, i frequentatori si troverebbero intrappolati all’interno di un locale privo delle prescritte vie di fuga, con conseguenze potenzialmente drammatiche.

Le implicazioni per la sicurezza pubblica
Il caso del Coa ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza nei locali notturni e sulla necessità di rispettare le normative vigenti. Le tragedie recenti, sia in Italia che all’estero, hanno dimostrato che l’inosservanza delle regole può trasformare eventi di svago in disastri annunciati. Le autorità ribadiscono l’importanza dei controlli periodici, della corretta agibilità dei locali e dell’adozione di misure preventive per garantire che i frequentatori possano godere della vita notturna senza correre rischi.
Il sequestro del Coa rappresenta quindi un monito per tutti i titolari di locali pubblici: la sicurezza non è negoziabile, e le violazioni reiterate possono avere conseguenze legali gravi. La decisione della polizia locale di Milano dimostra come l’attenzione delle istituzioni sia massima e come i controlli siano fondamentali per prevenire tragedie e salvaguardare la vita dei cittadini.




