“Tutti in ospedale”. Nausea, vomito e febbre dopo cenone di Capodanno: 118 sul posto

La notte di Capodanno, tradizionalmente associata a tavole imbandite e momenti di festa, si è trasformata ancora una volta in una corsa contro il tempo per i soccorritori. Dopo i casi che hanno segnato tragicamente le ultime settimane, l’attenzione delle autorità sanitarie resta altissima su tutto ciò che riguarda la sicurezza alimentare, soprattutto quando a finire coinvolti sono nuclei familiari interi.
È in questo clima di allerta che, nelle prime ore del nuovo anno, si è consumato un nuovo episodio che ha riportato alla mente quanto accaduto poco prima in un’altra regione del Centro Italia. Un fatto che, seppur con esiti per ora meno drammatici, riaccende interrogativi e timori legati a ciò che arriva sulle tavole durante le feste.

Intossicazione dopo cenone, cosa è successo
Nuovo episodio di presunta intossicazione alimentare. Un’intera famiglia è finita in ospedale dopo il cenone di Capodanno in un ristorante di Villanova di Cepagatti, nel Pescarese, Abruzzo. All’improvviso hanno iniziato ad accusare malesseri vari con sintomi di vomito, nausea e febbre A quel punto è stato lanciato l’allarme e sul posto sono giunte quattro ambulanze del 118. Ben 7 le persone soccorse (sembra tutti dello stesso tavolo, ma la fonte non è certa, né ancora sicura) tra cui anche due ragazzi di 12 e 16 anni. Alcuni di loro sono stati portati all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, e gli altri all’ospedale civile di Pescara. I pazienti sono ora sotto osservazione dei medici che dovranno monitorare l’evoluzione delle loro condizioni e cercare di individuare le cause dell’intossicazione.

Se confermato, si tratterebbe di un nuovo caso di intossicazione alimentare dopo la tragedia che ha colpito la provincia di Campobasso, in Molise, dove madre e figlia sono morte presumibilmente a seguito di una cena di pre vigilia di Natale per qualcosa che hanno mangiato. Per questo, gli inquirenti che stanno indagando sulla vicenda hanno sequestrato 19 alimenti trovati nell’abitazione delle due donne a Pietracatella. Si tratta di un preparato con funghi e peperoni, olive verdi, olive nere, polpette, formaggio con pistacchio, mozzarella di latte vaccino, salsa di pomodoro, funghi presumibilmente del tipo “pleurotus ostreatus”, vongole cotte con guscio, baccalà gratinato con pinoli, uva e patate, torta con pandispagna e crema al pistacchio, pesto, due tipi diversi di marmellata, polenta condita con funghi presumibilmente champignon, due tipi di formaggio spalmabile, funghi alla contadina, giardiniera autoprodotta.
Un elenco lungo e dettagliato, ora al vaglio degli investigatori e dei tecnici sanitari, che restituisce la complessità delle verifiche in corso e la difficoltà di individuare con certezza l’alimento responsabile. In Molise, come in Abruzzo, l’attenzione si concentra sulla filiera di preparazione e conservazione dei cibi, ma anche sull’eventuale presenza di ingredienti a rischio, in particolare funghi e prodotti ittici.
Mentre per la famiglia soccorsa a Villanova di Cepagatti le condizioni non desterebbero al momento particolare preoccupazione, l’episodio si inserisce in una scia di eventi che stanno spingendo le autorità a intensificare i controlli e a invitare alla massima prudenza. Le prossime ore e gli esami clinici e tossicologici saranno decisivi per chiarire cosa abbia scatenato il malore collettivo e se esista un filo che collega questi casi, trasformando una serie di cene festive in un allarme sanitario che va ben oltre la singola tavola.




