“Se n’è andata”. Cinema in lutto, l’attrice morta in ospedale: sogno proibito di una generazione

Francesca “Kitten” Natividad, la ballerina diventata una figura di culto della cultura pop dopo essere stata scelta dal regista di sexploitation Russ Meyer in “Beneath the Valley of the Ultra-Vixens”, è morta sabato. A stroncare la vita dell’attrice un’insufficienza renale. Kitten da tempo lottava contro la malattia: era stata colpita da un cancro. Si è spenta a Cedars-Sinai Hospital di Los Angeles, secondo la sua amica Siouxzan Perry. Aveva 74 anni.


“Adorava i suoi amici, gatti, famiglia e fan”, ha scritto sua sorella Eva in una dichiarazione su Facebook pubblicata da Perry. Francesca Natividad era la prima di nove sorelle. Quando lei aveva 10 anni, la madre sposò un cittadino statunitense, quindi la Natividad si trasferì con la famiglia in Texas, e successivamente in California. Lì iniziò a lavorare come domestica e cuoca, quindi iniziò una carriera come ballerina esotica. A 21 anni subì la sua prima operazione per ingrandire il seno: la fece a Tijuana, dove era legale.

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Kitten Natividad attrice morta

Kitten Natividad, la ballerina e attrice è morta dopo una malattia


La Natividad incontrò Russ Meyer grazie all’attrice Shari Eubank. Il regista la volle per interpretare la parte del “coro greco” nel suo Le deliranti avventure erotiche dell’agente Margò. Meyer restò impressionato dalla performance della Natividad e le diede la parte della protagonista per il suo penultimo film, Beneath the Valley of the Ultra-Vixens, dove l’attrice interpretò due ruoli e dovette aumentare di più la circonferenza del seno. Sul set di questo film la Natividad lasciò il marito e diventò la compagna di Meyer per 15 anni.

Kitten Natividad attrice morta


Successivamente entrò nel mondo del cinema porno, inizialmente senza prendere parte a scene hard, ma in seguito interpretando molti film di questo genere. Prese inoltre parte ad alcuni cortometraggi di lotta femminile in chiave sexy, principalmente per piccole case di produzione come Triumph Studios e Curtis Dupont.

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Nell’ottobre 1999 subì un’operazione di mastectomia, per prevenire il cancro al seno. Si ritirò poi a vita privata, andando ad abitare da sola con tre gatti. Per sostenersi economicamente pubblicò suoi video hard e aprì una chat erotica. Nell’agosto 2006 apparve senza veli sulla rivista per soli uomini Playboy. È apparsa con piccoli ruoli nei film L’aereo più pazzo del mondo (1981), Titillation (1982), Ancora 48 ore (1990) e La ragazza che voglio (1990).

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