“PIANGEVA TROPPO”: UCCISA DALLA MAESTRA IN UN ASILO NIDO

Storie dell’orrore, storie a cui si fa fatica a credere e che, a distanza di mesi, continuano a lasciare sotto choc il mondo intero, in quanto le vittime sono dei piccoli innocenti.

Se questa estate è stata terribile sul fronte della cronaca nera italiana (basti pensare alla piccola Elena Del Pozzo e a Diana Pifferi), uccise dalle loro madri, fuori dal nostro Paese, purtroppo, non è andata meglio.

Ad essere colpiti, ancora una volta, gli indifesi, coloro che, al di sopra di tutto, dovrebbero solo essere coccolati, protetti, amati. Ma sono diventati degli angeli, strappati alla vita da mani crudeli.

Non avranno modo di crescere, di correre, divertirsi, giocare assieme ai loro amichetti; non andranno mai più a scuola, non sperimenteranno l’emozione della prima cotta.

Perché il crudele destino ha fatto sì che finissero nella rete di chi avrebbe dovuto tutelarli. E l’episodio che sto per raccontarvi è davvero da brividi. Vediamo, in dettaglio, cosa è accaduto.

Ogniqualvolta affidiamo i nostri bimbi alle maestre d’asilo, alla insegnanti, alle docenti, lo facciamo fidandoci, ad occhi chiusi, senza minimamente pensare che quei luoghi, adibiti all’istruzione, alla socializzazione e alla crescita, possano trasformarsi in luoghi dell’orrore. Premettendo che il caso di cui vi parlerò è isolato, disponendo, per fortuna, di ottimi docenti formatori, quanto accaduto in un asilo nido di Lione, in Francia, ha fatto, in men che non si dica, il giro del web. La reazione degli utenti è stata unanime: rabbia, sgomento, orrore, richiesta di giustizia e verità. In questo asilo una bimba di 11 mesi, figlia di un ingegnere italiano originario della Bergamasca, è stata uccisa dalla sua insegnante 27enne.

I fatti risalgono a qualche mese fa, al 22 giugno 2022 e l’asilo nido in cui è avvenuto l’omicidio è il People & Baby di rue Danton a Lione. Stando alla ricostruzione effettuata dagli inquirenti per far luce sull’accaduto, intorno alle 8:00 del mattino sono stati allertati i soccorsi che, intervenuti tempestivamente, hanno soccorso la piccola.

Lisa, questo il nome della bimba, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Femme-Mère-Enfant di Bron, dove non ce l’ha fatta, per via delle gravissime  ustioni riportate. Ma cosa le è successo. E ‘stata la sua insegnante 27enne, reo confessa, finita in manette con l’accusa di omicidio volontario di un minore di 15 anni, prima a spruzzare sul corpicino della piccola una sostanza caustica utilizzata per sturare i lavandini ostruiti, e poi a fargliela ingoiare.

Ma il motivo alla base di questo spietato gesto, ossia il movente dell’omicidio, è emerso in sede di interrogatorio. La killer ha ammesso di aver ucciso Lisa perché piangeva troppo. La maestra assassina è in custodia cautelare nel centro di detenzione di Corbas, mentre il suo avvocato difensore ha, sin da subito, dichiarato che il gesto della sua assistita è stato di ravvia, senza intenzioni omicide.

La Procura di Lione ha aperto un’inchiesta per vederci a fondo, anche perché, nella stessa struttura, sarebbero stati denunciati già altri episodi di maltrattamenti verso bimbi che piangevano. Devastato dal dolore il papà della piccola, Fabio Bertuletti, ingegnere 37enne specializzato nella gestione e pianificazione di progetti di linee aeree ad alta e altissima tensione. L’uomo, dopo la laurea, si era trasferito in Francia, convolando a nozze con Sophie, da cui ha avuto la piccola Lisa. Ad ucciderla il Destop, un fortissimo disgorgante liquido contenente soda caustica.

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