ALLUVIONE MARCHE, MATTIA: LA NOTIZIA È APPENA ARRIVATA

Sono agghiaccianti le immagini dell‘alluvione che ha travolto le Marche il 15 settembre, mettendola letteralmente in ginocchio. Talmente ingenti i danni della bomba d’acqua che ha sorpreso gli abitanti di alcune zone, in particolare, che il Consiglio dei Ministri è stato costretto a chiedere lo stato d’emergenza .

Un bilancio drammatico, salito a 11 morti, mentre tra i dispersi figura ancora il piccolo Mattia Luconi; strappato dall’abbraccio della madre da un’onda marrone che li ha travolti.

Dal letto d’ospedale, la donna, Silvia Mereu, farmacista, continua a gridare: “Rivoglio mio figlio”. Non si da pace, mentre ricostruisce tra le lacrime la tragedia che si è consumata sotto i suoi occhi.

Lei, con forza è riuscita a sopravvivere alla brutale ferocia del fiume che l’ha travolta, mentre si trovava in auto, tra San Lorenzo in Campo e Barbara. Si è aggrappata ad un tronco per più di un’ora e mezza, fino a quando è stata soccorsa.

Ora è ricoverata per un principio di ipotermia, è salva ma ha il cuore devastato perché il suo Mattia, 8 anni, autistico, è stato inghiottito da detriti e fango.

Mentre continuano senza sosta le ricerche dei vigili del fuoco e della protezione civile, mentre si scava tra fiumi di fango, tronchi di alberi strappati via dalla bomba d’acqua, edifici distrutti, inagibili, macerie, la speranza è che il piccolo possa essersi messo in salvo da qualche parte.

Ieri è stata anche effettuata una ricognizione aerea nella zona di Barbara da parte dell’elicottero AW 139 dei vigili del fuoco, ma del piccolo neanche l’ombra. Sono passati 3 giorni da quel maledetto 15 settembre, eppure a parlare oggi è il padre del bimbo disperso.

Anche lui non si dà pace, dicendo: “Magari si è aggrappato a un albero. In tre giorni ho dormito tre ore, sono distrutto, ma devo trovare Mattia“. E’ sconvolto, disperato, ma non vuole perdere la speranza che il suo unico figlio sia vivo, lasciandosi andare a parole d’amore: “Lui è il mio gnometto speciale, noi stiamo sempre insieme. Un ringraziamento particolare a vigili del fuoco, forze di polizia e volontari. La forza per andare avanti me la dà solo la speranza e la voglia di credere con tutto me stesso che Mattia sia vivo“.

Mentre proseguono le ricerche senza sosta, la Procura di Ancona ha aperto un’inchiesta. I carabinieri hanno sentito il referente della Protezione Civile delle Marche che si occupa di pubblicare i bollettini meteo, per capire se abbiano pesato eventuali mancati interventi di prevenzione del rischio idrogeologico lungo il bacino del fiume Misa. Allo stato attuale non ci sono ancora indagati. Il procuratore aggiunto Valeria D’Agostino e la pm Valeria Cigliola ipotizzano i reati di omicidio colposo plurimo e inondazione colposa.

Le ricerche di Mattia si concentrano in contrada Coste, tra Barbara e Castelleone di Suasa, nel punto in cui il Nevola ha travolto l’auto su cui giovedì sera viaggiavano il bimbo e la mamma Maria Silvia Mereu. L’auto è uno un mucchio di lamiere bianche, sommerse dal fango. Papà Tiziano non ha assistito alla terribile scena, ma non smette di dire: ” Sono convinto che è qui intorno da qualche parte. Lo troveremo”. 

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