A SETTEMBRE L’ITALIA SI FERMA, LA NOTIZIA È UFFICIALE: IL COMUNICATO

L’Italia si ferma. Uno stop resosi necessario, più che mai sentito, soprattutto in questi ultimi mesi. Chi, per lavoro e, perché no, per risparmiare, solitamente si avvale dei mezzi pubblici, sarà costretto a trovare un’alternativa.

La data da tenere rimarcata in agenda? Quella di domani, 16 settembre, essendoci stata l’ufficialità della notizia. Le sigle sindacali Filt, Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro, unitariamente, hanno dovuto proclamare uno sciopero.

I motivi della protesta sono molto seri e necessitano di un’attenzione e di una riflessione severa da parte della collettività e delle autorità che spesso hanno fatto orecchio da mercante.

Negli ultimi mesi, in tutto il territorio nazionale, si sono verificate, molto frequentemente, violente e reiterate aggressioni a conducenti, controllori, capi stazione, addetti a traghetti e vaporetti.

Una situazione intollerabile, resasi gravissima, una vera e propria emergenza, poiché, sino ad oggi, né i datori di lavoro, né il legislatore, attraverso specifici provvedimenti volti a scoraggiare le aggressioni al personale dei mezzi pubblici, è riuscito a tutelare il personale.

Lo sciopero che avrà luogo domani, venerdì 16 settembre, con carattere nazionale, è strutturato secondo diverse modalità territoriali, per cui gli eventuali disagi potrebbero verificarsi in orari diversi nel corso della giornata. A Roma dalle 8.30 alle 16.30, i lavoratori di Atac, Roma servizi per la mobilità, Cotral e Roma Tpl, insieme a quelli impiegati nella gran parte delle aziende Tpl del Lazio, incrociano le braccia. Saranno possibili stop, dalle 8,30 alle 16,30, su autobus, filobus, tram, metropolitane e sulle ferrovie Roma-Lido, Roma-Nord e Termini-Centocelle.

In segno di protesta e di solidarietà, anche il personale addetto alle biglietterie e tutti i lavoratori degli uffici, gli ausiliari del traffico, il personale degli uffici e della trazione, incroceranno le braccia. Ma come mai il preavviso è stato così ridotto? Nulla di illegale, in quanto l’articolo 2 comma 7 della legge 146/90 ci de dice che esso non è previsto se ci si astiene dal lavoro in difesa dell’ordine costituzionale o di protesta per gravi eventi lesivi  dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori.

Nelle ultime ore la commissione di Garanzia sugli scioperi ha chiesto ai sindacati  di ridurre lo sciopero di 4 ore in vista del rientro dalle vacanze e del ritorno alle attività scolastiche e lavorative, rivolgendo “un forte appello al senso di responsabilità dei soggetti proclamanti”. La risposta non si è fatta attendere ed è stata davvero sconvolgente.

All’unisono, le sigle sindacali hanno gridato il no proprio perché i motivi dello sciopero sono aberranti, in virtù delle gravi criticità denunciate e considerando che le aggressioni al personale continuano, nonostante la dichiarazione di sciopero. Con la speranza che, in questo modo, il legislatore possa mettere mano all’incresciosa situazione che i lavoratori vivono nel quotidiano.

Mi riferisco a testate, morsi, calci, pugni, spintoni, minacce con forbici o con spranghe, sputi, insulti pesanti, sotto gli occhi di tutti i passeggeri che rischiano anch’essi di essere coinvolti in risse, aggressioni feroci. In molti conducenti hanno riportato gravi danni, come la rottura del setto nasale. Siamo davvero al capolinea, per dirla in termini più consoni. A presto per ulteriori aggiornamenti.

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