OMICIDIO LORIS: ARRESTATO L’UOMO CHE HA AVUTO UN RUOLO DECISIVO NELLA VICENDA. QUELLO CHE HA FATTO È “VERGOGNOSO”

Tutti ricordano in Italia la vicenda del piccolo Loris Stival, il bambino ucciso a Santa Croce Camerina nel 2014. Per l’omicidio è ritenuta responsabile la madre, Veronica Panarello. La vicenda ha avuto una vasta eco mediatica. All’epoca dei fatti i carabinieri, dopo aver raccolto il racconto della madre, indagarono in ogni direzione fino a quando i sospetti si concentrarono esclusivamente su di lei. Le indagini permisero di ricostruire anche la dinamica del delitto.

Il bambino sarebbe stato strangolato con delle fascette di plastica e quindi soffocato. Il 17 ottobre 2016 è terminato il processo a carico della Panarello, celebrato con il rito abbreviato condizionato a perizia psichiatrica. I giudici hanno condannato quindi la madre del piccolo Loris a 30 anni di reclusione con l’accusa di omcidio. Ma recentemente un’altra personalità che ha avuto un ruolo determinante nella vicenda ha avuto guai con la giustizia.

CHI È STATO ARRESTATO
Ad avere un ruolo fondamentale per l’arresto della Panarello è stato il medico legale Giuseppe Iuvara, in quanto fu proprio lui, dopo un esame accurato sul corpo del piccolo, a precisare che il bambino non fu strangolato con un cavo USB (come si era pensato inizialmente) ma appunto con delle fascette.

Iuvara nel 2020 è stato arrestato per il reato di corruzione. Dobbiamo precisare che l’arresto del professionista non è assolutamente legato alla vicenda della Panarello, ma ad un altro episodio. L’uomo è stato condannato in quanto avrebbe incassato una certa somma di denaro in modo da permettere ad una persona di ottenere la pensione di accompagnamento nei confronti di una donna anziana, anche se questa persona non avrebbe avuto diritto a fare questa procedura.

Per questo sono state arrestate, oltre al professionista, anche l’anziana donna e la figlia di quest’ultima. Il medico legale fu arrestato dal Nucleo Antisofisticazioni dei carabinieri. Nonostante queste accuse gravissime nei confronti del professionista, tutto ciò non ha minimamente influito sul processo nei confronti della Panarello. Su richiesta della Procura il medico è stato poi rimesso in libertà, non più ai domiciliari, ma con obbligo di dimora a Ragusa.

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