NEONATO LANCIATO IN UNA SCARPATA E UCCISO A BASTONATE: CONDANNATA LA MADRE

Sta continuando a far parlare di sè la vicenda che accadde nel 2019 in provincia di Benevento, precisamente a Solopaca, quando una donna, di cui per privacy non riportiamo le generalità, gettò il suo bambino in una scarpata per poi ucciderlo. La signora stava percorrendo con la sua auto, una Opel Corsa, la strada statale che collega Caianello a Benevento, quando all’improvviso ebbe un incidente. Quello che accadde dopo è sconcertante.

La signora scese dalla macchina e, secondo quanto dichiararono i testimoni, gettò il suo bambino, un neonato di soli 4 mesi di vita, in una scarpata. Dopo di ciò ella scese a vedere quali fossero le condizioni del bambino, che era ancora vivo. A quel punto prese un bastone e cominciò ad infierire sul corpo della piccola creatura, che morì praticamente in pochissimi istanti. Ad allertare le forze dell’ordine, in particolare i carabinieri, furono alcuni automobilisti di passaggio.

LA CONDANNA

I militari dell’Arma si recarono subito sul posto segnalato, trovando il piccolo senza vita tra alcuni rovi. Subito scattorono le ricerche della madre, che venne rintracciata dopo qualche ora dopo e portata in caserma per poter essere identificata e ascoltata. In questi anni si è tenuto il processo penale a carico dell’indagata.

In quei giorni, l’infanticidio è avvenuto il 16 settembre 2019, il marito della donna aveva denunciato la scomparsa di lei e del loro figlioletto. Il dramma si compì proprio il giorno successivo alla denuncia di scomparsa dell’uomo, rimasto sotto shock per quanto avvenuto. Adesso è arrivata la sentenza di condanna.

Negli scorsi mesi la Corte D’Assise si è espressa circa la posizione della madre, la quale è stata condannata a 14 anni di reclusione, che però non trascorrerà in carcere. Alla donna è stata riscontrata la seminfermità mentale, ma soffre di una particolare psicopatologia ed è anche sordomuta, per cui trascorrerà il periodo di pena detentiva in una struttura specifica. All’imputata non è stata neanche commutata l’aggravante della crudeltà.

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