Chiuso il primo negoziato tra Russia e Ucraina: cosa è successo e cosa può cambiare

Un tavolo con una semplice tovaglia bianca, qualche bottiglia d’acqua e le bandiere di Russia e Ucraina. Alle spalle altre bandiere, compresa quella del Paese ospitante, la Bielorussia. La sala appare ben decorata, sembra quella di un albergo. Ma non è dato sapere dove questa scenografia per il primo incontro tra delegazioni russe e ucraine è stata allestita. Si sa solo che è molto vicina al confine tra Bielorussia e Ucraina, non lontano dalla centrale di Chernobyl. La sala intorno alle 10:00, ora italiana, è diventata molto frequentata. Le delegazioni hanno preso posto. Da allora solo qualche foto sui social ha dato contezza del colloquio. Il mondo, in quel momento, ha trattenuto il fiato per sapere le novità e, soprattutto, per conoscere il destino del conflitto in Ucraina. Anche se, già in mattinata, era ben noto che il tavolo corredato di bandierine allestito a due passi dal confine non sarebbe stato utile a dirimere da subito ogni controversia.https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?dnt=true&embedId=twitter-widget-0&features=eyJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X2hvcml6b25fdHdlZXRfZW1iZWRfOTU1NSI6eyJidWNrZXQiOiJodGUiLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3NwYWNlX2NhcmQiOnsiYnVja2V0Ijoib2ZmIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH19&frame=false&hideCard=false&hideThread=false&id=1498293289107263491&lang=it&origin=https%3A%2F%2Fwww.tg24-ore.com%2Fchiuso-il-primo-negoziato-tra-russia-e-ucraina-cosa-e-successo-e-cosa-puo-cambiare%2F&sessionId=4f1abf0ad3b007a46e38a5ec62d1ac012379b5b8&theme=light&widgetsVersion=2582c61%3A1645036219416&width=500px

Cos’hanno chiesto le delegazioni

Ad ogni modo, la presenza nella stessa sala di due delegazioni di due Paesi che da giovedì si stanno fronteggiando in una guerra già molto dolorosa, ha avuto un primo significato politico non indifferente. Un canale di dialogo è stato aperto. Il confronto è durato parecchie ore. Sembrava già terminato intorno alle 15:00, ma si trattava di una pausa. Kiev aveva sapere che era tutto finito, Mosca invece ha detto che sarebbe ripreso. In effetti intorno alle 16:30 è andato in scena il “terzo round”. Evidentemente prima della pausa erano stati già svolti due distinti tempi. La delegazione ucraina, secondo le prime indiscrezioni, avrebbe fatto due precise richieste: cessate il fuoco e ritiro delle truppe. Punti piuttosto ovvi per un Paese che sta subendo l’ingresso sul proprio territorio di centomila soldati avversari. Dall’altra parte del tavolo, Mosca avrebbe insistito su altri due punti già noti: riconoscimento della Crimea e neutralità di Kiev. Su quest’ultimo aspetto il presidente Zelensky aveva aperto nella giornata di venerdì, sul primo invece si è arrivati in Bielorussia con una grande distanza tra le parti.

E probabilmente si è partiti con analoga distanza. Per la verità sui dettagli è trapelato ben poco, ma è un fatto comunque che questi punti siano stati posti ufficialmente sul piatto. Al termine dell’incontro la delegazione di Kiev, prima di ripartire per la capitale ucraina, ha fatto sapere di esaminare la discussione prima di esprimere considerazioni. Sono state cioè annotate le richieste russe e ora la palla passa al presidente Zelensky. Così come da parte di Mosca i delegati hanno potuto rendersi conto della posizione ucraina e il testimone ora orna al Cremlino.

Telefonata Putin – Macron

Mentre erano ancora in corso i colloqui in Bielorussia, proprio dal Cremlino Vladimir Putin ha sentito al telefono il presidente francese Emmanuel Macron. Si è trattato del quarto colloquio tra i due in un mese, il primo da quando è iniziata la guerra. Il leader russo ha dichiarato al suo omologo transalpino l’auspicio di passi in avanti del dialogo. Ribadendo, al contempo, le richieste russe relative al riconoscimento della Crimea e alla neutralità dell’Ucraina. Dall’Eliseo hanno fatto sapere che Putin si è impegnato nel risparmiare attacchi alla popolazione civile, alle infrastrutture civili e preservare le principali arterie ucraine, specialmente a sud di Kiev.

Secondo round nei prossimi giorni

Le delegazioni hanno lasciato la Bielorussia. Non si sono date un appuntamento preciso, ma si sono ripromesse di intronarsi nuovamente nei prossimi giorni. Cambierà la località: sarà sempre in Bielorussia, ma questa volta al confine con la Polonia. Fumata nera dunque, ma del resto non c’era forse da aspettarsi molto di più alla vigilia. Il vero dato rilevante è l’impegno a rivedersi. Vuol dire che un canale di dialogo si è ufficialmente aperto.

Vladimir Medinsky, ex ministro della cultura e capo delegazione russo in Bielorussia, ha fatto presente la possibilità di trattare su alcuni punti specifici: “La cosa più importante – ha dichiarato – è che abbiamo concordato di continuare il processo negoziale e il prossimo incontro avverrà nei prossimi giorni al confine polacco-bielorusso. C’è un accordo”. Da Kiev ha invece parlato Mykhailo Podolyak, uno dei consiglieri di Zelensky: “I negoziati sono difficili – si legge nelle sue dichiarazioni – Tuttavia, senza alcun ultimatum obbligatorio acquisito. Sfortunatamente, la parte russa è ancora estremamente prevenuta per quanto riguarda i processi distruttivi che ha già portato avanti”. Intanto, finiti i colloqui, a Kiev sono tornate a risuonare le sirene di allarme aereo.

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