Denunciato il famoso cantante: “Mi ha abusata e rinchiusa. Anche il sangue..”

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Dopo la denuncia dell’attrice Esmé Bianco, la modella Ashley Morgan Smithline ha raccontato in un’intervista a People delle violenze che avrebbe subito da Marilyn Manson durante la loro relazione. Smithline sostiene che il musicista, che lei descrive come «il mostro più terrificante del mondo», l’avrebbe violentata, frustata, soffocata, confinata in una stanza insonorizzata e costretta a partecipare a un patto di sangue. «Non credevo si potesse violentare una persona con cui hai una relazione», dice in un video che accompagna l’articolo.

«C’è una differenza nello svegliarsi accanto a una persona con cui hai fatto sesso dolcemente e con una che ti ha legato e che ha riso sadicamente delle tue urla e del fatto che non ti stesse piacendo». Manson ha risposto attraverso un portavoce: «Le sue affermazioni sono piene di falsità, non sapremmo dove cominciare per rispondere», ha detto a Rolling Stone US. «Quella relazione, se vogliamo definirla così, è durata meno di una settimana». Smithline, invece, sostiene che sia andata avanti per circa due anni, tra il 2010 e il 2012.

La modella è una delle molte donne, tra cui l’attrice Evan Rachel Wood, che hanno accusato Manson di abusi sessuali. Smithline dice che Manson l’ha scoperta grazie ad alcuni scatti che gli erano stati mostrati dal fotografo Tyler Shield, che nell’estate del 2010 li ha messi in contatto. Il rocker, poi, l’avrebbe invitata ad apparire in un film a cui stava lavorando, poi l’ha ospitata in un albergo di Los Angeles e nel suo appartamento di West Hollywood. La modella racconta di essere stata sedotta dalla sua intelligenza e dai discorsi su Tolstoy, Nabokov e il cinema internazionale.

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Dopo essersi trasferita a casa di Manson, il suo comportamento è cambiato. Un giorno, racconta la modella, lui l’avrebbe frustata mentre era stesa nuda su un letto. Precedentemente avrebbe chiesto a Smithline, che è di origini ebraiche, di portargli armi con decorazioni naziste. «Se avessi saputo che le avrebbe usate su di me, mi sarebbe sembrato molto più strano», dice. Da quanto racconta, Manson l’avrebbe ferita con un coltello decorato con una svastica e inciso le sue iniziali sulla sua coscia. «Mi ha tagliato lo stomaco e ha bevuto il mio sangue, poi ha voluto che facessi lo stesso con il suo», racconta. «Più lasciavo che mi ferisse, più lo amavo e davo prova di me».

«Anche nel periodo in cui abusava di me, a volte era una persona divertente, altre sembrava il mostro più terrificante del mondo», dice Smithline nel video. «Diceva cose come: sai che potrei ucciderti, adesso?». Secondo la modella, le violenze sono aumentate con il passare del tempo. Manson l’avrebbe ferita di frequente, una volta anche rompendole il naso. Se protestava, racconta, la chiudeva nella «stanza delle cattive ragazze», un’area circondata da vetro insonorizzato costruita nella sua camera. La modella dice di essere stata rinchiusa più di 100 volte, anche per diverse ore. In più, dice Smithline, Manson non si preoccupava della sua salute, e quando è arrivata a pesare meno di 40kg, l’ha riempita di cocaina per tenerla in piedi. «Ero denutrita, avevo freddo», dice.

«Ho chiesto alle altre ragazze, le altre vittime, quale pensavano che fosse il suo obiettivo», conclude Smithline nel video. «E siamo tutte d’accordo su una cosa: voleva che ci uccidessimo». Lo scorso settembre Smithline ha incontrato Evan Rachel Wood, Esmé Bianco e molte altre donne che hanno accusato Manson di violenza. Insieme hanno affrontato quello che gli era capitato. La modella dice di soffrire di disturbo ossessivo compulsivo, incubi e stress post-traumatico. Dopo le accuse di Wood, l’etichetta, l’agente di booking e il manager di Manson hanno interrotto ogni rapporto. Lo stesso è successo alle apparizioni del musicista negli show American God e Creepshow. All’epoca, Manson ha definito tutte le accuse «orribili distorsioni della realtà». «Non ne ho mai parlato davvero con lui», dice Smithline degli abusi. «Non mi era permesso. Non mi sono mai opposta perché sapevo che avrebbe portato ad altri abusi e torture. Non volevo che succedesse».

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