“Era stonata, non finì la lezione”. Cosa è successo dopo la notte da Grillo

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Ad agosto, più o meno 15 giorni dopo la lezione, arriva la telefonata dei carabinieri. Francesca racconta ciò che ricorda dopo aver incontrato Silvia, la ragazza che ha passato la notte tra il 16 e il 17 luglio 2019 in compagnia di Ciro Grillo e i suoi tre amici genovesi in una villetta a Cala di Volpe. L’insegnante kitesurf a Porto Pollo ricorda bene lo stato in cui si era presentata la giovane studentessa italo-norvegese: “Quel giorno era arrivata in semi-hangover, non proprio al massimo della lucidità, diciamo così. Mi è sembrata stonata, di quelle ragazze che arrivano stanche a fare la lezione, di sicuro non lucida, appunto”.

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Ma per Francesca non è di certo una novità: in quel posto turistico succede spesso, soprattutto d’estate quando “la gente si ubriaca e fa le cinque del mattino”. Silvia non è dunque la prima ad aver fatto serata per poi arrivare stanca a lezione. Quel pomeriggio toccherebbe a Marco fare lezione, che però risulta indisponibile a causa di un impegno personale. Francesca riferisce che la ragazza non le racconta nulla sulla serata trascorsa con Grillo jr, Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria. “Ricordo che mi aveva parlato del taxi preso per andare in Costa Smeralda e che ho pensato alle sue disponibilità economiche perché non tante si spostano in taxi”, fa sapere.

“Non riuscì a finire la lezione”
Silvia si limita a raccontare di aver “bevuto parecchio”, proprio come le ragazze di quell’età “che fanno le sei del mattino”. Dunque le sue condizioni non sono perfettamente in linea con lo stile che si richiede per una lezione di kitesurf: “Era stonata”. Anche perché “le lezioni durano due ore, sono fisicamente impegnative, dure, bevi un sacco d’acqua”. Anzi, ci sarebbe un particolare che Francesca – intervistata dal Corriere della Sera – ricorda nitidamente: “Se non ricordo male non ce l’ha fatta a finirla, ma non ne sono certa”.

L’insegnante di kitesurf ogni tanto decide di stemperare la stanchezza fisica con pause di svago, lasciando parlare chi ha davanti per tentare di entrare in confidenza. E con Silvia ha avuto subito molta sintonia per una storia della Scandinavia: “Io ho studiato in Norvegia e nei Paesi scandinavi per tre anni, ci siamo prese subito in simpatia. Abbiamo parlato della cultura, di suo padre norvegese, dei nonni”. “Non mi è sembrata cupa. Piuttosto direi timida”, ha concluso.

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