Immigrazione e vittime in mare, lo studio: ecco quali sono le responsabilità delle Ong

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I complici degli scafisti sono i governi europei che incentivano la tratta. Senza parlare del ruolo delle decine di ong che, a scopo umanitario, raccolgono fondi, organizzano spedizioni navali nel Mediterraneo e si prodigano per accogliere a bordo più gente possibile. Andare a recuperare i naufraghi non solo è doveroso, ma abbandonarli è un crimine, secondo il diritto internazionale e della navigazione. Soprattutto quando i gommoni affrontano la traversata del Mar Mediterraneo, riconosciuta come la più pericolosa al mondo, dato il bilancio delle vittime depositate sui fondali o raccolte dopo essere annegate. Ma è ormai accertato anche, anzi è il risultato preliminare di un recente studio scientifico, che ne partirebbero molti di meno e si rischierebbe la vita di un numero inferiore di persone, se le Marine militari europee si limitassero a proteggere i confini nazionali, magari respingendo chi non ha diritto a farvi ingresso e non fossero invece ridotte, dal 2010 in avanti, a svolgere la funzione di taxi per i disperati salpati dalla Libia, speranzosi di essere condotti sulle coste italiane.

Insomma, parallelamente alla strada che conduce all’inferno, sulla rotta fra l’Africa e l’Europa vi sono alcune conseguenze involontarie e impreviste che nascono dalle migliori intenzioni politiche. Sarebbe meglio cambiare strategia, scrivono Claudio Deiana, Vikram Maheshri e Giovanni Mastrobuoni, autori di una ricerca di 56 pagine per la Fondazione Collegio Carlo Alberto, iniziativa congiunta dell’Università di Torino e della Compagnia di San Paolo. Non si spingono a ipotizzarne la sospensione, ma seguendo un modello econometrico, gli studiosi sostengono che l’intensificarsi delle operazioni di soccorso dei migranti in mare abbia letteralmente scatenato il traffico di esseri umani, rendendo le traversate anche più pericolose in presenza di navi da salvataggio.

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FATTORI DI RISCHIO  – Gli elementi presi in esame, in primo luogo le condizioni marittime avverse e la transizione verso barche piu instabili, sommate alla presenza della flotta militare e civile che presidia le zone dove è maggiore il flusso dei barconi, hanno avuto l’effetto collaterale di aumentare la crudeltà dei trafficanti di esseri umani sulle coste libiche e tunisine. Così i trafficanti ne hanno approfittato per aumentare le partenze anche in situazioni meteorologiche proibitive, con il mare forza nove, basse temperature e vento forte, utilizzando allo stesso tempo imbarcazioni di minore qualità, che tanto all’arrivo verrebbero comunque distrutte. Un costo strutturale in meno, fra l’altro, che non fa che aumentare i guadagni compiuti sulla pelle altrui.

È vero che da Bruxelles è stato imposto uno stretto embargo alla commercializzazione di battelli gonfiabili in Libia. Per aggirare il divieto di importazione in realtà basta poco, soprattutto per delle bande di criminali. Sul mercato, perfino sui siti di e-commerce digitando le parole “refugee boat”, si trovano natanti in quantità e a poco prezzo, di fabbricazione cinese e decisamente non affidabili, almeno non per essere sovraccaricati di uomini, donne e bambini. Del resto, una volta che hanno pagato la loro quota per il viaggio della speranza, vengono abbandonati alla loro sorte, così si può tornare alla base e passare a un altro carico di poveracci. Tanto, poi, si è sparsa la voce che basta una telefonata per farsi venire a prendere direttamente dalla Guardia Costiera.

SCELTE DI VITA – Un’analisi seria, fondata sull’elaborazione di migliaia di dati, descrive quindi quali sono le condizioni ideali per provocare le prossime stragi nel braccio di mare che ci divide dal Continente nero. Da qui dovrebbe partire anche una serena valutazione dell’impatto delle decisioni politiche, l’apertura o la chiusura dei porti, e delle inchieste giudiziarie che colpiscono i governanti e i responsabili dell’ordine pubblico, sull’attività delle organizzazioni che gestiscono il flusso dei migranti che tentano di raggiungere l’Europa. L’unico elemento immodificabile è il bollettino dei naviganti. Tutti gli altri sono variabili, cioè frutto di scelte che possono risparmiare vite umane o metterle a repentaglio.

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