Le Regioni dovranno vaccinare anche chi vi abita per lavoro o assistenza familiare

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È una disposizione che semplificherà la vita di milioni di italiani, tutti coloro che risultano residenti in una città ma di fatto vivono e lavorano in un’altra. Adesso potranno vaccinarsi nella sede in cui di fatto trascorrono la più parte del loro tempo senza essere costretti a rientrare alla propria residenza.

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Con un’ordinanza firmata questa mattina infatti il commissario per l’emergenza Covid Figliuolo ha disposto che ogni Regione o Provincia autonoma “dovrà procedere alla vaccinazione non solo della popolazione residente ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro, di assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella Regione o Provincia autonoma”. Una disposizione che inevitabilmente dovrà ancora una volta cambiare la distribuzione dei vaccini disponibili tenendo conto dunque non più o non solo della popolazione residente ma anche di quella domiciliata.

Ancora da definire però le modalità con cui gli aventi diritto secondo il criterio della domiciliazione potranno prenotare il vaccino e se potranno scegliere comunque di farlo nel luogo dove sono residenti o in quello dove lavorano.

Il problema era stato posto diverse settimane fa per la vaccinazione degli insegnanti. Altissimo infatti il numero delle persone che insegnano in altre regioni rispetto a quella di residenza e che – senza questa disposizione – sarebbero state costrette a far ritorno a casa chiedendo dunque giorni di riposo e pagandosi il viaggio per poter ottenere il vaccino.

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