Zingaretti investe sui grillini e li imbarca in giunta

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Nicola Zingaretti investe sull’alleanza Pd-Cinque stelle per tentare la scalata al Campidoglio.

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Il governatore dem apre all’ingresso dei pentastellati in giunta regionale dopo le dimissioni dell’assessore al Bilancio Alessandra Sartore, promossa nel governo Draghi sottosegretaria all’Economia. Tra oggi e domani Pd e M5s dovrebbero riunirsi per mettere nero su bianco l’accordo per il mini-rimpasto nell’esecutivo regionale. I Cinque stelle dovrebbero indicare due nomi. Tra i papabili nuovi assessori regionali si fa il nome di Roberta Lombardi, capogruppo del M5s in Regione e da sempre in contrasto con la sindaca di Roma Virginia Raggi, la cui ricandidatura in Campidoglio è fortemente avversata dal Pd. Infatti, c’è chi interpreta – sempre se l’operazione andrà in porto – il consolidamento dell’asse dem-pentastellati in Regione anche nell’ottica di un’eventuale alleanza sulle comunali di Roma. Ulteriore conferma delle mire del segretario alla poltrona di sindaco di Roma arriva dalla resistenza di Andrea Orlando a rassegnare le dimissioni da numero due del partito. Quando altri, come Paola De Micheli, appena nominati ministro si sono dimessi. Orlando potrebbe assumere la guida del partito nel caso in cui Zingaretti decidesse di candidarsi sindaco della Capitale. Sull’operazione c’è un ostacolo: al Nazareno, cresce la fronda, guidata dagli ex renziani, Lorenzo Guerini e Graziano Delrio, che punta alla rottura dell’asse con i grillini, guardando, invece, all’area di centro. L’interprete della linea Delrio-Guerini è il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che scalpita in vista del congresso. La strategia del segretario del Pd è abbastanza chiara: rilanciare l’asse con i Cinque stelle per presentarsi competitivi al prossimo appuntamento elettorale: il voto nelle grandi città Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna. Si inizia dalla Regione Lazio. La strada per l’operazione Pd-Cinque stelle è tutta in salita. A Roma, Beppe Grillo ha benedetto la ricandidatura della Raggi. A Napoli, la discesa in campo di Antonio Bassolino, sostenuto da Goffredo Bettini, spariglia il campo. A Milano c’è già la ricandidatura di Beppe Sala. Una strada strettissima. Che Zingaretti inizia a percorrere. In tutto c’è l’incognita Conte: l’ex premier potrebbe assumere la guida del M5s abdicando di conseguenza al ruolo di federatore dell’alleanza Pd-Cinque stelle-Leu.

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