M5s, la rivolta: “Il super-ministero non c’è, voto su Rousseau da rifare”. Il caso esplode mentre Draghi giura, Grillo nel mirino

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“Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?”. Questo il quesito sulla base del quale gli iscritti del Movimento 5 Stelle hanno dato il loro via libera al nuovo esecutivo. Eppure per Paolo Becchi – e non solo per lui – c’è un errore. O merglio, una truffa. Il dicastero chiesto a gran voce da Beppe Grillo – lo stesso che ha convinto il comico a sostenere il premier – non è altro che un banale ministero. “Uno come tanti altri”, lo definisce l’editorialista di Libero che su Twitter cinguetta: “Non c’è alcun super ministero della transizione ecologica. Il voto su Rousseau andrebbe quindi rifatto e comunque i parlamentari 5stelle non sono tenuti al voto di fiducia solo perché Di Maio ha conservato il suo posto”. 

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Per Becchi gli iscritti hanno votato una cosa che non corrisponde più alla realtà. Dal punto di vista giuridico hanno diritto ad un nuovo voto online su Rousseau dove si specifica che questo ministero non c’è. Per riportare in regola le carte c’è solo una soluzione. Nel rispetto delle regole statutarie del Movimento 5 Stelle potrebbe fare questa richiesta solamente il reggente Vito Crimi. In sua mancanza il garante rappresentato da Grillo. Nessuno dei due – è il sospetto di Becchi – farà mai questo passo. A questo punto non rimangono che i parlamentari. Sono loro a doversi attivare affinché venga rifatta la votazione. “Se non ottengono risposta – spiega ancora Becchi – secondo lo statuto il 10 per cento degli iscritti potrebbe richiedere un nuovo voto”.

Facile la conclusione: poiché il 40 per cento ha già votato no a un governo Draghi, non sarà difficile trovare il 10 per cento. Nel caso in cui Grillo bloccasse tutto, i grillini che hanno votato contro non possono essere espulsi. Come invece anticipato da Crimi che ha definito il “voto vincolante”. Da qui il sospetto di Becchi: non è che tutto questo venga sorvolato solo per mantenere Luigi Di Maio al ministero degli Esteri? “Impossibile infatti che il M5s, partito di maggioranza relativa, entri in un governo in cui non conta niente e dove non c’è neppure il superministero”.

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