Beppe Grillo, retroscena dallo studio di Draghi: “Devi farlo fuori”, sconcertante diktat nel faccia a faccia

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Non ha parlato Beppe Grillo, ha lasciato a Vito Crimi la ribalta del confronto con i giornalisti dopo il primo giro di consultazioni con Mario Draghi. Ma nello studio di Montecitorio, guidando la delegazione del Movimento 5 Stelle, il comico-fondatore non ha rinunciato a fare il suo show.

Prima, arringando i big grillini, Beppe aveva ricordato a tutti la missione: “Non dobbiamo far contenti tutti perché è impossibile, ma tentiamo di non spaccarci”. Insomma, sopravvivere a costo di lasciare sul terreno qualche bandierina. Roba da democristiani consumati. Le urla di Grillo, spiegano i retroscenisti in agguato, si sono sentiti fin dalla strada, attraverso le finestre. Poi il grande appuntamento con il premier incaricato, l’ex “Dracula” additato per anni dai 5 Stelle come uno dei simboli della finanza cattiva, della speculazione dei mercati. Insomma, il grande nemico diventato in pochi giorni unica ancora di salvezza per evitare la deriva delle elezioni anticipate. Un voto che spazzerebbe via, oggi, Movimento e centrosinistra.

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“Lei è astuto ma corretto”. Sarebbe stato questo, scrive Francesco Verderami sul Corriere della Sera, uno dei complimenti rivolti da Grillo a Draghi. Piuttosto sconcertante, certo, più degno di uno spettacolo teatrale che di una ribalta istituzionale. Ma Grillo è fatto così, e anche Draghi ora ha imparato a conoscerlo. E a pararne i colpi mancini: “Ovviamente dei 46 minuti lì dentro per 45 ha parlato Beppe”, rivela Crimi a Repubblica. “Devi far fuori il killer pugnalatore seriale!”, avrebbe detto proprio così Beppe a Mario, riferendosi a Matteo Renzi, l’uomo che si accordò con il comico per far nascere il Conte 2 e che da solo ha deciso di affondare quello stesso governo, un paio di mesi fa. 

Grillo, scrive Repubblica, avrebbe ricordato all’ex governatore della Bce “del famoso streaming del 2014 avuto con Renzi, quello che finì dopo pochi minuti causa totale incomprensione”. “l’avevo capito dopo due minuti di che pasta è fatto…”, ha ammesso Grillo, che poi per stemperare la tensione ha preso di mira i collaboratori seduti accanto a Draghi: “Ma chi sono quei due? Occhio mi raccomando”. Draghi ascolta, prende appunti, non risponde.

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