Dal reddito di cittadinanza alla prescrizione, l’eredità dei disastri grillini da cancellare

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Il M5s dice di non voler sostenere Draghi. E fa bene perché con il deficit oltre il sistema solare per colpa di questo governo di inadeguati, ora arriva il più grande tecnico e curatore fallimentare del mondo, cui persino Obama si rivolgeva nei momenti difficili.

Conte, mago del trasformismo e i grillini con lui, non stavano ammazzando il futuro: l’hanno già ammazzato.

Con i loro provvedimenti strampalati e piani economici deliranti hanno ridotto il paese sul lastrico, spendendo e spendendo soldi che non avevamo, con la scusa della pandemia, peraltro gestita malissimo. Questa per loro è la resa dei conti e si sentono scoperchiati dal loro stesso apriscatole. I Cinquestelle stanno vivendo un incubo, sono i grandi sconfitti. Hanno tentato di tutto pur di restare incollati alle poltrone, anche a costo di perdere la faccia. Grillo nel panico, grillini in lacrime.

Con l’arrivo di Draghi non solo molti di loro hanno terminato la loro esperienza politica (anche se in Italia non c’è mai da illudersi di questo) ma di sicuro verranno cancellati tutti quei provvedimenti dannosi e fondati sul nulla di questi anni.

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Di Maio si è eclissato, forse per la vergogna. Ma ricordate quando esibiva tronfio quel foglietto scritto a mano tipo lista della spesa, con l’elenco delle cose inserite nella legge di Bilancio? Era il 20 dicembre 2018. Un foglio di quaderno a righe, pieno di voci con tutte le promesse fatte e, almeno sulla carta, mantenute con il loro inserimento nella manovra, seppur in alcuni casi in versione ridotta, come il ridimensionato reddito di cittadinanza.

Ebbene di quella lista resterà ben poco. Draghi ne scriverà un’altra con accanto invece che «fatto», «cancellato». Ad esempio, reddito e pensione di cittadinanza, appunto, cavallo di battaglia dei 5 Stelle, che ha regalato soldi a nullafacenti e criminali. Cancellato. Quota 100. Cancellato. Abolizione della prescrizione, uno dei motivi che hanno portato Renzi a ritirarsi dalla maggioranza. Cancellato. Il piano vaccinale, lacunoso e fallace. Cancellato. Decreto dignità per i contratti stabili. Cancellato. Stop a nuove trivellazioni nei nostri mari. Cancellato. Decreto clima e legge salvamare. Cancellati. Stop dei cantieri. Cancellato. 4 miliardi di euro per il green new deal. Cancellato. Arcuri, Bonafede, Azzolina e Casalino. Cancellati.

Draghi ci riporterà presto alla realtà e la realtà è che questo Paese economicamente è in ginocchio come forse non è mai stato (dopoguerra a parte). Quello di Draghi sarà un esecutivo che si concentrerà sulle tre emergenze elencate da Mattarella (economico-finanziaria, sanitaria e sociale) lasciando al governo che si formerà dopo le elezioni politiche i nodi politicamente più sensibili ma che sono laterali rispetto ai bisogni più immediati del Paese. La luna di miele con Super ;ario non durerà molto però. I tecnici sono bravi e apprezzati, ma questo è un momento in cui sarebbe servita la politica. Provvedimenti grillini a parte. Tutti da cancellare.

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