Conte isolato pure in Europa. Penultimo nei “bilaterali”

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L’Ue boccia Giuseppe Conte nell’uso di twitter. Non c’è solo la crisi di governo a turbare i sonni del premier, quanto anche una non invidiabile classifica di euro-socialità stilata dal paper «L’attività Twitter dei membri del Consiglio europeo».

Il premier italiano non figura nei primi cinque primi ministri o capi di stato dell’Ue per quanto riguarda gli incontri bilaterali tenuti con i loro omologhi negli ultimi 18 mesi, pur essendo l’Italia in primissima fila nei dossier più spinosi oltre il Covid, come immigrazione, geopolitica e Via della Seta.

Secondo i dati raccolti e analizzati da Ralph Drachenberg, analista politico al Consiglio europeo, Angela Merkel è al primo posto, seguita dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel, dal primo ministro austriaco Sebastian Kurtz, dall’ex primo ministro finlandese Juha Sipil e dal premier greco Kyriakos Mitsotakis. Conte è fanalino di coda per le riunioni bilaterali tra i leader dell’Ue in carica durante l’intero periodo di 18 mesi: con soli 5 incontri fa sì meglio del bulgaro Bojko Metodiev Borisov, ultimo con 1, ma in testa c’è la cancelliera tedesca con 24.

L’analisi di fondo che ha prodotto il paper nasce dal fatto che i membri del Consiglio europeo hanno sottolineato la necessità di migliorare la comunicazione con i cittadini, come parte del processo di costruzione di maggiore fiducia e fiducia nell’Ue e le sue istituzioni. Sotto osservazione circa 31.000 tweet pubblicati tra gennaio 2019 e giugno 2020.

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Il numero totale dei tweet di Conte nel periodo in questione è sotto la media: solo 60, contro i 487 del primo classificato, il croato Andrej Plenkovic. I tweet riguardanti il presidente del Consiglio europeo fanno segnare la presenza di Conte per un retweet in cui ha definito Donald Tusk «un amico meraviglioso», o più tardi congratulandosi con Charles Michel per la sua elezione.

Altri numeri sulle tre principali questioni dell’Ue di ciascun capo di Stato o di governo dicono che Conte ha twittato per il 18% sulla situazione economica, per l’11 sulle relazioni con altri premier dell’Ue e solo per il 10% sul tema dell’agenda strategica 2019/2024 mentre il lituano Marjan Sarec ha fatto segnare un 33% per le tre singole voci.

Per avere un’idea del differente impatto mediatico (e quindi anche delle conseguenti relazioni diplomatiche) di un uso di twitter tarato sulla politica europea, è utile l’esempio del premier greco, il conservatore Kyriakos Mitsotakis. Rispetto ai primi ministri belgi che utilizzano diverse lingue nella loro attività di tweet, i greci Tsipras e Mitsotakis hanno comunicato prevalentemente in greco nei loro profili Twitter; ma Mitsotakis sin dall’inizio del suo mandato e per via della vocazione internazionale che sta dando a policies fondamentali come investimenti, geopolitica e immigrazione, ha comunque twittato 14 volte in inglese, due volte in francese e tedesco e una volta in olandese. Un’altra lezione per Chigi, questa volta dalla Grecia che, per dirne una, ha da poco incassato un investimento da 1 miliardo di euro fatto da Microsoft nell’Egeo con tanto di foto opportunity con il Premier e Presidente di Microsoft, Brad Smith. Ovviamente postata su twitter.

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