Pregliasco: «Porteremo le mascherine fino alla fine del 2021, anche con l’arrivo dei vaccini»

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«La mascherina, come minimo, ce la terremo fino alla fine del 2021». È la previsione di Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano. Intervistato a Un giorno da pecora su Rai Radio 1, l’esperto ha fatto il punto della situazione. L’arrivo dei vaccini anti Covid-19, ha sottolineato , non significherà che automaticamente potremo smettere di rispettare le misure anti-contagio.

Pregliasco: «Aspettare l’immunità di gregge»

Da un lato «l’efficacia dei vaccini non è totale», ha spiegato il virologo. Inoltre «ci vorranno diversi mesi per arrivare a una copertura target “del 60-70%». Quindi, «fino all’arrivo dell’immunità di gregge, dovremo mantenere le mascherine precauzionalmente», Questo, «perché potremmo essere una delle persone che non ha raggiunto una risposta immunitaria efficace».

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I rischi del contatto interumano

Il concetto è che «ogni contatto interumano rappresenta un rischio», ha ribadito Pregliasco. «Quindi, finché il livello di diffusione della malattia non sarà minimale, dovremo proseguire» con i comportamenti necessari a limitare le infezioni. A maggior ragione durante le feste.

A Natale in pochi a tavola: 4 o 6 persone

E qui passa a un altro punto cruciale. Quattro persone o 6 intorno alla tavola del Natale con Covid-19? «Il meno possibile». Ma «il numero non è automatico. Non c’è un manuale preciso che ci permetta di dire qual è il rischio» con un numero di commensali piuttosto che un altro. «È un principio di buonsenso quello che deve prevalere», ha detto ancora Pregliasco.

Pregliasco e chi torna a casa per le feste

L’esperto ha messo in guardia sui rischi degli spostamenti, anche di chi torna a casa per le feste. «In questo momento, per questa diffusione» dell’infezione «purtroppo ampissima su tutto il territorio nazionale, ogni contatto e ogni “incrocio” di persone da luoghi diversi, è un rischio» Secondo Pregliasco lo ha dimostrato quest’estate il caso della Sardegna. Nell’Isola «l’effetto più importante è stato legato alle discoteche più famose, i cui frequentatori erano stati prima in diversi altri posti».

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