L’Austria dice no all’Italia. “Da noi piste da sci aperte”. FdI: “Se Conte chiude tutto fa solo danni”

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L’Austria è contraria alla proposta avanzata dall’Italia di una chiusura degli impianti da sci a livello europeo durante le vacanze di fine anno per evitare la diffusione del Coronavirus. Ma anche la Svizzera e forse la Francia. Oltre al danno, l’Italia rischia anche la beffa. Gli italiani andranno a sciare all’estero, mettendo ulteriormente in ginocchio il turismo italiano. L’ultimo smacco per Conte arriva da Vienna. “Per l’industria turistica austriaca la pandemia da Covid 19 rappresenta in tutti i sensi un’enorme minaccia, in termini di salute ed economici”, ha dichiarato il ministro delle Finanze austriaco Gernot Bluemel a Vienna.

Le piste da sci in Austria? Un danno da 2,4 miliardi

Per il suo ministero una chiusura comporterebbe una perdita di circa 2,4 miliardi di euro per le tre settimane di vacanze di fine anno. “Se l’Unione Europea veramente vuole questo, deve pagare”, ha aggiunto Bluemel, chiarendo che si tratterebbe di assicurare l’80 per cento di quei proventi, in linea con quanto prevede lo stato austriaco in termini di risarcimenti agli esercizi commerciali chiusi. Anche il ministro del Turismo austriaco Elisabeth Koestinger (OeVP) si associa a quello delle Finanze Gernot Bluemel nel prendere le distanze dalla proposta avanzata dall’Italia di una chiusura degli impianti da sci a livello europeo durante le vacanze di fine anno per evitare la diffusione del Coronavirus e chiede – di fronte a questa ipotesi – che Bruxelles risarcisca le imprese colpite.

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“Le vacanze invernali in Austria saranno sicure”, ha dichiarato Koestinger, citata dalla KronenZeitung. “Le nostre aziende hanno già norme di sicurezza complete per le vacanze sugli sci”. Per il ministro “turismo e gastronomia non sono responsabili degli alti tassi di infezione”. Se l’Unione europea dovesse prendere in considerazione restrizioni, dovrebbe pagare un risarcimento per le imprese interessate. L’industria del turismo e del tempo libero ha assicurato direttamente e indirettamente circa 700.000 posti di lavoro e redditi alle persone.

FdI: “Se chiude solo l’Italia è un danno economico enorme”

“Mentre il presidente Conte pare avere una granitica certezza sulla non riapertura degli impianti da sci, i suoi omologhi di Francia e Austria non sembrano dello stesso parere”. Così l’europarlamentare di FdI, Carlo Fidanza. “Il governo francese ha dichiarato che farà una valutazione definitiva nei prossimi dieci giorni. Potrebbe bastare, infatti, un protocollo sanitario ad hoc. Quello austriaco ci fa invece sapere di non voler dare seguito alla richiesta italiana di chiusure condivise. In queste condizioni, una chiusura unilaterale degli impianti sul versante alpino italiano sarebbe un doppio gravissimo danno. Ai mancati introiti si sommerebbe, sicuramente, la concorrenza dei vicini d’Oltralpe”.

Fidanza: “Conte sa solo chiudere tutto”

“Rimaniamo convinti che, attraverso un sistema di prenotazioni online e il rispetto dei protocolli di sicurezza già predisposti, si potrebbe garantire almeno parzialmente la stagione sciistica senza creare assembramenti ingestibili. E senza causare un danno economico enorme, in qualche caso letale, agli operatori del settore e a tutto l’indotto. Conte chiuda rapidamente il giro di consultazioni con gli altri governi europei e, se non ci sono le condizioni, predisponga la riapertura in sicurezza e gli adeguati ristori”. È quanto dichiara in una nota il Capodelegazione di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Trasporti e Turismo al Parlamento Europeo, Carlo Fidanza.

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