A Lampedusa un altro tunisino “pericoloso”. Alert della Francia: è legato a un sospetto jihadista

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La buona notizia è che è stato riconosciuto e rimpatriato. La cattiva è che Lampedusa si conferma porto d’approdo per potenziali terroristi. E. M., tunisino segnalato dall’intelligence come “pericoloso” e nipote di un altro tunisino arrestato in Francia nel 2016 perché sospettato di essere a capo di una cellula jihadista che progettava attentati, era arrivato sul nostro territorio il 18 ottobre, insieme ad altri 16 connazionali. Il Viminale ha fatto sapere di averlo rimpatriato ieri con un charter.

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L’alert della Francia: “Pericoloso e già espulso”

La notizia, alla luce dei gravi attentati dei giorni scorsi in Francia e in Europa, non può che aumentare le preoccupazioni rispetto agli sbarchi nel nostro Paese, dove com’è noto era sbarcato di recente anche l’attentatore tunisino di Nizza. Di E. M. si sa che al controllo della Digos di Agrigento è risultato destinatario di un provvedimento di inammissibilità in territorio Schengen inserito dalla Francia, ma anche che era stato già oggetto di un precedente respingimento del 2017. Ciononostante il tunisino ha provato a rientrare in Europa da Lampedusa appena due settimane fa.

Il precedente soggiorno in Italia

Inoltre, è emerso che è nipote di H.I., un tunisino arrestato in Francia nel 2016, perché sospettato di essere a capo di una cellula terroristica che stava progettando un attentato in quel Paese per conto del Daesh. Secondo le informazioni di intelligence, inoltre, i due tunisini avrebbero soggiornato in Italia dal 2008 al 2015.

Il rimpatrio del tunisino sbarcato a Lampedusa

Con il provvedimento eseguito nei confronti di E. M. salgono a 504 le espulsioni-allontanamenti per motivi di sicurezza nazionale eseguiti dal 2015 ad oggi, di cui 43 nel 2020. Nel 2019 sono stati eseguiti 98 allontanamenti, mentre nel 2018 ne sono stati eseguiti 126. Nel 2017 erano stati eseguiti 105 allontanamenti, 66 nel 2016 e ancora 66 nel 2015.

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