Cimiteri a Roma, dal Flaminio al Verano problemi persino per le cremazioni. Fioccano denunce

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Caos nei cimiteri a Roma. Una situazione diventata insostenibile. Durissima la reazione del Codacons. L’associazione ha deciso di interessare la magistratura della questione con un esposto per interruzione di pubblico servizio.

Cimiteri a Roma, il nodo delle cremazioni

«Con una nota ufficiale Ama ha informato che dal prossimo 2 novembre non sarà più possibile eseguire cremazioni presso il cimitero Flaminio. E le agenzie funebri saranno così costrette a trasportare le salme in un primo momento al deposito del cimitero Verano. Poi, dopo 48 ore, le devono riprendere e trasferirle al Flaminio. Una situazione di totale caos che determinerà incrementi dei costi a carico delle famiglie». Il maggior esborso è «di circa 500 euro a defuntoK, afferma il presidente del Codacons.

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L’incapacità dell’amministrazione

Le stesse imprese funebri smentiscono il picco di mortalità in città comunicato dall’Ama. E anche in presenza di un aumento dei decessi a Roma l’amministrazione avrebbe dovuto essere preparata a gestire le salme. Anche considerando l’attuale emergenza sanitaria. «I consumatori rischiano di pagare a caro prezzo le incapacità dell’amministrazione. E sulla situazione dei cimiteri capitolini dovrà ora fare luce la magistratura, grazie all’esposto per interruzione di pubblico servizio che sarà presentato dal Codacons in Procura», conclude Rienzi.

Dal Flaminio al Verano crescono le proteste

La situazione dei cimiteri a Roma è allarmante. Un’altra denuncia arriva da Luisa Regimenti, europarlamentare della Lega. «Il cimitero monumentale del Verano, il più grande d’Europa, versa nel degrado assoluto. L’amministrazione comunale l’ha abbandonato, è oggetto di atti di vandalismo e a furti di qualsiasi cosa possa essere rivenduto. Spariscono vasi e immagini sacre di rame, vasi di vetro, piccole cornici d’argento. Addirittura corone di fiori e cuscini funerari posti al di fuori del deposito».

Cimiteri a Roma nel degrado assoluto

«È rifugio per senzatetto e per tanti rom che vivono in roulotte e tende da campeggio lungo la cinta muraria del cimitero», continua. «Approfittano dei servizi sanitari interni. Sparsi ovunque ci sono rifiuti, calcinacci, transenne, pavimenti sconnessi, cancelli divelti, aree senza illuminazione e senza l’acqua necessaria per sistemare i fiori».

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