Paese a picco? Si fa la legge sui trans

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Nel pieno dell’emergenza Covid il Parlamento riesce persino a inserire nel nostro ordinamento giudiziario sanzioni per gli atti violenti e discriminatori fondati sull’orientamento sessuale.

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Insomma il cosiddetto disegno di legge Zan (dal deputato piddino Alessandro Zan relatore del testo di legge) oggi dovrebbe vedere il traguardo dell’approvazione definitiva almeno a Montecitorio. Ieri sono stati approvati i primi cinque articoli, a partire dal primo che costituisce il cuore del provvedimento. In favore 249 deputati della maggioranza, contrari 181 del centrodestra. Con un emendamento della maggioranza anche i disabili vengono tutelati dagli atti di discriminazione e violenza. L’articolo interviene sulla legge Mancino che punisce con il carcere i reati di violenza e istigazione alla violenza per motivi razziali. Il testo aggiunge tra i reati punibili con la detenzione gli atti di violenza o incitamento alla violenza e alla discriminazione «fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità». L’articolo 2 del provvedimento modifica invece l’articolo 604 ter del Codice penale, relativo alle circostanze aggravanti, aggiungendo anche l’identità di genere e la disabilità tra i reati la cui pena è aumentata fino alla metà. L’aula di Montecitorio si è preoccupata anche di votare il terzo articolo emendato grazie a una correzione proposta sempre dalla maggioranza che cerca di distinguere l’aggressione verbale omofoba dalla libertà di pensiero ed espressione. Con l’ok di un’assemblea parlamentare falcidiata dal Covid ora il nuovo testo dell’articolo 3 recita: «Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti». L’articolo 4 dispone che la sospensione condizionale della pena può essere subordinata alla prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività. Oggi verrà concluso l’iter. Estremamente negativo il giudizio della Lega sul provvedimento. Non per il merito del ddl ma per il momento in cui il Parlamento decide di esaminarlo. «Vergognoso che pur di far passare il Ddl Zan, la maggioranza si presti a discuterne in una Camera decimata tra deputati positivi al Covid o in autoisolamento – tuona la eurodeputata Simona Baldassarre – Questo ddl non è altro che una mossa della sinistra per incatenare gli italiani al pensiero unico, introdurre il gender nelle scuole». La replica arriva via Twitter dall’ex presidente della Camera Laura Boldrini. «Ora alimentare lo scontro fra persone e fra diritti è insopportabile. Vero Salvini e Meloni?»

il giornale.it

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