Catanzaro, il barista che beffa il dpcm di Giuseppe Conte: “Chiudo a mezzanotte, ma solo 15 minuti”. La polizia gli dà ragione

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Fatta la legge trovato l’inganno. Aldo Manoieri titolare di un bar a Catanzaro lido ha trovato il modo di beffare il dpcm di Giuseppe Conte che norma la movida durante l’emergenza coronavirus. A mezzanotte del 14 ottobre Manoieri ha chiuso il suo locale e lo ha riaperto 15 minuti dopo. “Il presidente Conte e i suoi super ministri laureati non hanno pensato che oltre alla chiusura c’è una riapertura per i locali”, ha spiegato l’esercente. Alle testate locali ha raccontato di aver chiuso regolarmente a mezzanotte di averlo fatto notare alle forze dell’ordine che pattugliavano la zona per far rispettare l’ordinanza “ma nel dpcm non è stata inserita l’informazione di quando una attività può riaprire”, ha detto Manoieri.

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L’inganno è stato presto trovato grazie ad una falla normativa. Il bar di Manoieri è aperto 24 ore su 24 e a differenza degli altri non ha esposto l’orario di apertura e chiusura. Ecco quindi che il dpcm, nel suo caso, non ha “valore”. Praticamente spiega “una attività h24 non ho orario di apertura e quindi manca il mio orario di apertura”. Cosa farà nei prossimi giorni lo scaltro imprenditore? “Mi adeguerò a quello che dice il dpcm e continuo a riaprire alle 00:15”. Sempre che il nuovo dpcm non imponga la chiusura notturna per tutti.

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