È giallo sul bando dei banchi: i pasticci (e i misteri) di Arcuri

Loading...

Dopo i passi falsi sulle mascherine è arrivato anche il flop sui nuovi banchi per le scuole italiane. In entrambi i casi, i fiaschi sono targati Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza e la ripartenza.

L’amministratore delegato di Invitalia è stato l’uomo scelto dal governo Conte per acquistare e distribuire apparecchiature, dispositivi di protezione individuale, bene strumentali come gli arredi scolastici, per garantire avvio dell’anno scolastico 2020-2021. Ecco, peccato però che più di qualcosa non torni nel super appalto dal 45 milioni di euro indetto proprio per la fornitura dei banchi scolastici.

Nonostante le promesse del governo e della stessa maggioranza giallorossa, i due milioni di banchi al centro della questione non arriveranno in tempo; più di un dirigente scolastico, infatti, ha iniziato a utilizzare i vecchi arredi per ovviare all’emergenza rientrato. D’altronde era anche difficile pensare che si potessero reperire, in una manciata di settimane, due milioni di banchi, quando solitamente – all’anno – ne viene prodotto un numero dieci volte più basso.Dopo il disastro mascherine ​ora Arcuri si prende la scuola

Loading...

Il bando dei supercommissario, oltre ai ritardi, ha più di qualche ombra. Una delle undici aziende che ha vinto l’appalto, per esempio, si è poi rilevata non consona: si occuperebbe in realtà di eventi. Per questa ragione, (r)assicura Invitalia, “il contratto con la Nexus made Srl per la fornitura dei banchi ad altezza variabile non è stato mai perfezionato”. A sollevare il caso ci hanno pensato i parlamentari della Lega, stupiti (eufemismo) dal fatto che un’impresa con appena 4mila euro di capitale sociale e specializzata nella diffusione, promozione, organizzazione e gestione di manifestazioni, eventi, fiere, congressi, potesse essere in grado di fornire 180mila banchi al prezzo di 247,80 euro l’uno. Come scrive La Verità, c’è un giallo anche sull’amministratore della Nexus, che avrebbe infatti legami con una realtà che è già fornitrice della Pubblica Amministrazione.

Saltato il contratto con l’azienda di Ostia (sperando non si annullino gli accordi anche con le altre dieci aziende vincitrici), saltano anche quei 180mila banchi che avrebbe dovuto fornire entro la fine del mese: il commissario Arcuri dove li andrà a reperire? Per garantirsi gli arredi mancati in tempo utile, sempre secondo il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, Arcuri starebbe portando avanti “trattative private, post bando, per garantirsi le produzioni mancanti”.

La scuola, però, riparte lunedì 14 e molto difficilmente l’emergenza si risolverà in questi pochi giorni mancanti, nonostante le tante parole spese da Arcuri e dai giallorossi. Ecco perché si può allora dire che la gestione della fornitura dei banchi per la riapertura e la ripartenza della scuola in sicurezza è (stata) un enorme pasticcio.

il giornale.it

Loading...

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.