Le Sardine dicono “No” al referendum, il M5S su tutte le furie: «Siete amici dei Benetton»

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«Il 20-21 settembre saremo chiamati alle urne per votare una riforma costituzionale. Riforma che va a modificare profondamente il nostro Parlamento. Tagliando il numero dei parlamentari si mettono in discussione le fondamenta della democrazia parlamentare, con la sua capacità di esprimere il pluralismo e la complessità della società». Lo scrive su facebook il movimento 6000 Sardine, ponendosi in contrapposizione con i Cinquestelle.

Le Sardine danno un dispiacere ai Cinquestelle

«In un modello maggiormente orientato alla decisione che alla discussione verrà sminuito uno degli elementi imprescindibili della cosa pubblica. Il problema attuale dei nostri rappresentanti non è il sovrannumero», dicono le Sardine. «I populisti vogliono farci pensare questo. Invece il problema è la qualità del dibattito e della classe dirigente. Quindi vi diciamo la nostra. Ecco quattro motivi tra tanti per cui voteremo no».

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«I cittadini devono avere voce nelle istituzioni»

Primo motivo, scrivono le Sardine, «c’è un problema di rappresentanza. Il suo fine ultimo è quello di favorire l’identificazione tra elettori ed eletti. Il parlamentare è fondamentale perché deve portare la voce dei cittadini nelle istituzioni. Con il taglio dei parlamentari verrebbe fortemente indebolito questo principio e con lui la centralità del Parlamento».

«Non ci si svende per un piatto di lenticchie»

Secondo – proseguono le Sardine – 1,35 euro «non è risparmio. Riducendo i parlamentari a una voce di costo si fa un grave errore. La democrazia e la libertà non si svendono in cambio di un piatto di lenticchie. La democrazia non è economica né a buon mercato. Terzo,  la chiamate efficienza? Molte leggi sono state varate in tempi brevi, ma questo è sinonimo di efficienza?».

Le Sardine e la legge elettorale

E infine, «le riforme elettorali passano e la riforma elettorale resta. Chi ci dice che con un proporzionale puro con sbarramento al 5% tutto si sistemerà, mente. Mente perché la legge elettorale è una norma ordinaria e non sarà inserita nel testo referendario.  Le leggi elettorali in Italia passano più o meno come i governi», concludono le Sardine.

La replica del viceministro Buffagni

Dura la risposta del viceministro grillino Buffagni. «Io e le sardine siamo su lati opposti anche sul taglio dei parlamentari. Loro amici dei Benetton, noi degli italiani. Loro per la difesa delle poltrone, noi per tagliarle».

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