Allarme contagi per gli sbarchi fantasma: migranti arrivano e spariscono

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A spaventare ora sono gli approdi fantasma. Mentre continuano gli sbarchi di migranti salvati dalle Ong nel Mediterraneo, l’attenzione delle autorità si sposta sui barchini che trasportano passeggeri direttamente sulle coste italiane.

Un flusso diverso da quello che incontra i soccorsi delle navi umanitarie e che sta preoccupando il ministero dell’Interno per i possibili effetti nel pieno dell’emergenza coronavirus.

L’ultimo sbarco risale a qualche giorno fa, quando un gruppo di persone è arrivato sulla spiaggia delle Dune di San Leone, nell’Agrigentino. Un grosso motoscafo si è avvicinato alla riva, sono scesi alcuni migranti e subito si sono dileguati nel boschetto. Provenivano probabilmente da Biserta, in Tunisia. Scene simili erano già successe in passato, ma prima d’ora il mondo non stava facendo i conti con la pademia da Sars-CoV-2. Approdi incontrollati significano anche persone non sottoposte a tampone che non seguiranno il periodo di 14 giorni di quarantena, necessario a scongiurare la diffusione del contagio. Per questo ieri la ministra Luciana Lamorgese ha lanciato l’allarme: “Abbiamo avuto un aumento degli sbarchi autonomi di migranti – ha detto -, non delle Ong, quindi difficilmente controllabili, ed è stato importante avere un’interlocuzione con Tunisia e Libia che sono i Paesi da cui maggiormente provengono. Ho delle aspettative su questo aspetto, speriamo di vedere qualcosa di concreto dopo l’estate”. La dichirazione è arrivata al termine di una videoconferenza con i Commissari europei Ylva Johansson e Olivér Várhelyi, i ministri dell’Interno di Germania, Francia, Spagna e Malta e gli omologhi di Libia, Tunisia, Algeria, Marocco e Mauritania. Un incontro che aveva lo scopo di scambiare informazioni con i Paesi che affacciano sul Mediterraneo e di provare a cercare alleati su diversi temi, compreso quello migratorio. Gli sbarchi fantasma sulle coste della SiciliaPubblica sul tuo sito

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In Tunisia la crisi economica provocata dall’emergenza coronavirus sta spingendo molti cittadini a cercare fortuna in Europa. A differenza dei migranti che salpano dalle coste libiche, si tratta generalmente di persone con sufficienti disponibilità economiche per pagare un viaggio più sicuro e veloce verso l’Italia. Da Biserta, Sfax e Sousse partono grossi motoscafi e barche a vela diretti verso la Sicilia e la Sardegna. Arrivano direttamente sulle spiaggie e, come successo nei giorni scorsi, scompaiono senza lasciare traccia di sé. L’Italia punta a rinnovare l’accordo già esistente per frenare le partenze, ma da Tunisi chiedono altre motovedette, radar e possibilmente ulteriore denaro. Roma sembra disposta a trattare, così come sta facendo con la Libia. Giovedì prossimo Lamorgese andrà a Tripoli, insieme al nuovo direttore dell’Aise Giovanni Caravelli, per incontrare il ministro dell’Interno libico, Fathi al Bashagha. Da tempo si parla di rivedere gli accordi siglati in passato tra Italia e Libia e sul piatto ci sarà ovviamente anche la ripresa estiva delle partenze dalle coste libiche. Tema che potrebbe essere toccato anche nell’incontro a Roma tra il presidente della Camera, Roberto Fico, il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, e il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, Aguilla Saleh.

il giornale.it

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