Giuseppe Conte, il retroscena dal CdM. Alle 4.30 di mattina se ne va: “I nodi da sciogliere? Ho la conferenza stampa”

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“Io tra qualche ora ho la conferenza stampa”. Giuseppe Conte si sarebbe congedato così dai suoi ministri dopo la riunione fiume del Consiglio dei ministri sul Dl Semplificazioni. Erano le 4.30 del mattino del 7 luglio, il vertice era cominciato alle 23 della sera prima (con un paio d’ore di ritardo) e sul tavolo del governo c’era tutta una serie di nodi rimasti drammaticamente irrisolti, visto che l’intesa è arrivata praticamente su tutto con la classica formuletta del “salvo intese”. Tradotto: vedremo poi, in Parlamento o ancora meglio nei nostri uffici. A tradire una certa insofferenza, se non irritazione, il premier, spiega il Corriere della Sera, ha pure aggiunto: “Devo presentare questa riforma in Europa quindi le cose da risolvere le lasciamo ai tecnici“. Lo sconcerto di molti ministri lo si può immaginare, quello degli italiani forse emergerà davvero solo alla prima occasione buona: le elezioni regionali di settembre. 

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