Travolto e ucciso dai rom al semaforo Salvini: devono marcire in cella

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Duccio Dini era fermo sullo scooter. Aspettava che il semaforo diventasse verde per rimettersi in moto.

L’hanno falciato da dietro spazzandolo via contro l’asfalto. Un impatto devastante per il giovane fiorentino che lo scorso 12 giugno è morto dopo avere lottato a lungo per rimanere in vita. A travolgerlo nel quartiere Isolotto di Firenze è stato un gruppo di rom che si stavano inseguendo a tutta velocità in macchina. Alle prime ore dell’alba, i Carabinieri del Comando Provinciale hanno arrestato altri quattro nomadi. “Devono marcire in galera – ha commentato su Twitter il ministro dell’Interno, Matteo Salvini – tornerò presto in città. Chi sbaglia paga”.

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Il 10 giugno scorso un manipolo di rom si era lanciato in una folla corsa per le vie di Firenze. Si stavano inseguendo per un regolamento di conti. Duccio è stato travolto senza pietà, sbalzato via sull’asfalto e lasciato a terra agonizzante. In nome di questo giovane innocente Fratelli d’Italia aveva organizzato, nei giorni scorsi, un corteo per chiedere alle autorità di fare giustizia al più presto. Alcuni manifestanti si è diretta verso il campo rom del Poderaccio, dove risiedono i due nomadi (il 65enne Amet Remzi e il 36enne Mustafa Dehran) arrestati subito dopo l’incidente e accusati di omicidio volontario, scandendo cori come “Vendetta, vendetta!” e “Ruspe, ruspe!”. La giustizia sta facendo il proprio corso. E, dopo i primi arresti, il procuratore di Firenze, Giuseppe Creazzo, ha fatto scattare oggi una nuova operazione che ha portato all’arresto di altri quattro rom.

L’investimento mortale era scaturito da un inseguimento iniziato nel parcheggio del supermercato Esselunga di via Canova e proseguito sulla stessa strada. Tre automobili con a bordo i quattro arrestati di oggi, oltre agli altri due rom arrestati lo scorso 10 giugno, si erano lanciati dietro a un parente che si trovava a bordo di una quarta autovettura. Per tutti e sei, ora la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni chiede “tolleranza zero e certezza della pena”.

Fonte: ilgiornale

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