Coronavirus, l’Economist boccia Conte: tra i governi peggiori. Altro che “modello Italia”

Roma, 22 giu – Il governo italiano ha gestito bene la crisi generata dall’epidemia di coronavirus? Neanche per sogno. Su questo giornale documentiamo ogni giorno le innumerevoli falle giallofucsia, ben poco evidenziate al contrario dalla grancassa mediatica di casa nostra. Adesso però anche il prestigioso The Economist, a cui di sicuro non si possono addebitare simpatie sovraniste, stronca l’operato dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Il settimanale britannico ha infatti inserito l’Italia tra le peggiori nazioni dell’Ocse nella gestione dell’emergenza. Uno speciale “ranking” in cui figuriamo tra i Paesi più incapaci insieme a Spagna e Regno Unito. Peggio di noi fa soltanto il Belgio.

Ma quale “modello italiano”

A scanso di equivoci e repliche facilone, l’Economist non ha espresso giudizi “ideologici”, ma ha valutato le misure adottate per fronteggiare la crisi sanitaria. Di ogni governo è stata presa in esame, in particolare, la capacità di individuare con tempismo i casi positivi, di monitorarli e isolarli. Nonché la capacità di gestire le ospedalizzazioni sia per i pazienti che hanno contratto il coronavirus che per quelli affetti da altre patologie. Ecco, per quanto l’Italia abbia deciso di attuare presto il lockdown, non ha compiuto affatto bene queste azioni. Così molte persone sono state costrette a restare a casa con i sintomi e “sottoposte settimane dopo al tampone”. Eppure ricorderete tutti le parole di Conte, che varando il decreto ‘Cura Italia’, il 16 marzo scorso (una settimana dopo la chiusura totale) si sbilanciò con toni entusiasti: “Possiamo parlare di modello italiano non solo per la strategia di contrasto ma anche di un modello italiano per la strategia” di risposta economica alla crisi.

Meglio di noi anche Svezia e Stati Uniti

Ecco, secondo l’Economist le cose non stanno affatto così. A tal punto che il punteggio ottenuto dall’Italia è 2,22. Identico a quello di Spagna e Regno Unito, mentre soltanto il Belgio (come detto) fa peggio di noi: ottenendo un misero 2,11, ma avendo sempre incluso nel conteggio dei morti anche le persone sospettate di aver contratto il coronavirus, dunque non soltanto coloro che sicuramente erano stati infettati. Da notare poi che Svezia e Stati Uniti, particolarmente presi di mira per la gestione dell’emergenza da molti media italiani, in realtà fanno meglio di noi. Certo, non spiccano nemmeno tra i migliori. Per il settimanale britannico chi si è comportato in assoluto nel modo più corretto ed efficace è stata la Nuova Zelanda, seguita a ruota da Austria e Germania.

E subito dopo a pari merito da Islanda, Norvegia, Danimarca e Israele. Tra le nazioni più e meno virtuose, esattamente nel mezzo si collocano invece Portogallo, Cile, Francia e Stati Uniti. Subito dietro ci sono Giappone, Olanza, Svezia, Svizzera e Corea del Sud. Tutti comunque hanno fatto meglio dell’Italia. “I dati, paese per paese, hanno dimostrato che il lockdown è importante per arrestare il contagio, ma da solo non basta”, spiega l’Economist. “I paesi che hanno fronteggiato meglio l’emergenza sono quelli che hanno saputo trovare i positivi casa per casa, isolandoli e ricoverandoli in tempo”.

Eugenio Palazzini

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