Misure del governo per la crisi? Tutto fermo. Manca l’80% dei decreti attuativi

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Roma, 18 giu – Il governo giallofucsia ha varato una serie di decreti legge per rimediare agli effetti del lockdown imposto per contenere i contagi di coronavirus. Ma la stragrande maggioranza delle misure previste è ancora in attesa di essere messa in pratica. Questo perché mancano ancora i decreti attuativi, ossia le norme necessarie per attuare appunto le misure. Ebbene, ad oggi – secondo uno studio di Openpolis – A tutt’oggi i 13 decreti legge varati dal governo Conte per affrontare l’emergenza coronavirus hanno già richiesto 165 decreti attuativi, che coinvolgono ben 17 ministeri. E sapete quanti ne sono stati approvati finora? Solamente 31 (il 19%). Inoltre, e forse questo è l’aspetto più grave, in assenza dei suddetti decreti, le misure del governo rischiano di restare incomplete, lettera morta come si suol dire. Semplici annunci, potremmo aggiungere facendo le pulci alle “sparate” del premier Giuseppe Conte.

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Il decreto Liquidità è fermo (zero decreti attuativi adottati su 12)

Ma andiamo a vedere nel dettaglio di quali misure si parla. Ci sono, per esempio, i bonus “green” per le biciclette e i monopattini (ferocemente criticati dall’opposizione) ma anche quelli per le ristrutturazioni. Nel complesso la maggior parte del lavoro ancora da completare riguarda il decreto Rilancio e il cura Italia. Per il primo sono stati adottati 9 dei 103 decreti attuativi previsti, mentre per il secondo 16 su 36. Ma, se andiamo a vedere bene, l’attuazione del decreto Liquidità è totalmente ferma (zero decreti attuativi adottati su 12 previsti). Idem il decreto per gli studi epidemiologici (0 su 1).

In alto mare il decreto Scuola e i fondi per le imprese

Il decreto Scuola (con le aule che dovranno riaprire a settembre) è in alto mare. Infatti ad oggi degli 11 decreti attuativi previsti, ne sono stati adottati soltanto 4. E ci sono pure ulteriori, colpevoli ritardi. Prendiamo il fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi (articolo 222), con una dotazione di 500 milioni. Ebbene, è ancora in attesa di essere dotato di un decreto attuativo. Provvedimento che doveva essere preso entro l’8 giugno, ma così non è stato.

Il grosso del lavoro delle prossime settimane riguarderà ovviamente il ministero dell’Economia, responsabile per 36 decreti attuativi tra quelli che abbiamo visto. Di questi, 23 fanno riferimento al decreto Rilancio (come è noto,ancora in discussione), e rispettivamente 7 e 6 al decreto Liquidità e al cura Italia, entrambi già convertiti in legge. E intanto famiglie e imprese aspettano.

Adolfo Spezzaferro

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