Ecco la “fase 3” dei migranti: boom di ingressi illegali in Europa

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I numeri parlano chiaro. Dopo la pausa imposta dalla pandemia i flussi migratori verso l’Europa sono ripartiti. I fronti più caldi sono quelli del Mediterraneo centrale ed orientale.

L’agenzia europea per la protezione delle frontiere, Frontex, fotografa l’aumento esponenziale degli sbarchi. Nel mese di maggio, certificano dalla stessa organizzazione, gli arrivi sono triplicati con oltre 4.300 ingressi illegali. La maggior parte dalla Turchia verso la Grecia: 1.250 casi a maggio, otto volte di più rispetto al mese precedente, 12.700 dall’inizio dell’anno. Per la maggior parte si tratta di profughi afghani.

A preoccupare il direttore dell’agenzia, Fabrice Leggeri, è l’atteggiamento di Ankara. “Negli ultimi mesi, la polizia di frontiera turca ha aperto il fuoco verso la Grecia in almeno cinque occasioni, ma nessuno è rimasto ferito”, ha detto in un’intervista al gruppo editoriale tedesco “Funke”. “Se la Turchia dovesse creare una situazione simile a quella di marzo – ha aggiunto – Frontex aumenterebbe il proprio personale in Grecia in maniera significativa”. Si parla di 1500 effettivi, quasi il triplo delle 600 unità di personale schierate attualmente in Grecia, sia sull’Evros, sia nelle isole dell’Egeo.

Sulla rotta del Mediterraneo centrale gli arrivi sono stati oltre mille nel mese di maggio, quasi il doppio rispetto al mese precedente. I migranti partono principalmente da Libia e Tunisia per raggiungere le coste italiane o maltesi. Le cifre del 2020 raccontano di una netta ripresa delle partenze. C’è chi vede nella sanatoria annunciata dal governo uno dei “pull factor” che ha spinto i migranti a mettersi in viaggio verso il nostro Paese appena terminata l’emergenza sanitaria.

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Fatto sta che da gennaio a maggio, Frontex ha registrato già 5.500 ingressi. Il triplo di quelli computati nello stesso periodo del 2019. La maggior parte di chi si imbarca è originario di Bangladesh, Sudan e Costa d’Avorio. Numeri più bassi, invece, si registrano sulla rotta del Mediterraneo occidentale. A partire dal Marocco verso la Spagna sono stati in 650, quasi tutti algerini. Il dato, anche in questo caso, è però tre volte superiore a quello di aprile.

Aumentano anche i passaggi illegali sulla rotta balcanica. A maggio sono stati 900 gli attraversamenti, dieci volte di più rispetto al mese precedente. Una situazione che preoccupa il Nord Est e che, nelle scorse settimane, ha spinto il primo cittadino di Trieste, Roberto Di Piazza, ad accusare gli altri Paesi di “chiudere gli occhi”. “Molti sono originari del Pakistan, attraversano la Turchia, la Croazia e la Slovenia senza trovare alcun ostacolo, e ce li ritroviamo qui – aveva detto – sanno che in Italia c’è una politica più tollerante”.

Da gennaio a maggio Frontex ha contato quasi 7mila casi sulla rotta balcanica, il doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Numeri che rispecchiano quelli forniti dal Viminale, che parla di un aumento di più del doppio degli stranieri arrivati in Italia rispetto allo stesso periodo del 2019: 5472 contro 2144. Una tendenza che si è confermata anche nel mese scorso: 1654 ingressi rispetto ai 782 dell’anno scorso.

Nell’intervista rilasciata ai media tedeschi Leggeri si è detto a favore di una revisione della normativa in vigore nell’Ue in tema di diritto d’asilo. Le domande di protezione internazionale, secondo il direttore di Frontex, dovrebbero essere “già verificate alle frontiere esterne” dell’Unione europea. “I richiedenti asilo – ha aggiunto – dovrebbero essere informati al più presto se verrà loro concesso lo status di rifugiato o meno”. E se la risposta fosse negativa, ha chiarito, “i migranti devono essere espulsi immediatamente”.

il giornale.it

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