Giuseppe Conte, il retroscena che precede la crisi: “Costretto a capitolare”. Situazione precipitata in poche ore

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Tutto in poche ore: Giuseppe Conte prima convoca pomposamente “gli Stati generali” per presentare il “piano di rinascita” dell’Italia e poi è costretto a rinviare tutto, causa rivolta dentro il governo. E così l’appuntamento slitta da lunedì a mercoledì o giovedì, su pressione di Dario Franceschini. Il capodelegazione del Pd, di fronte agli altri colleghi nel vertice della maggioranza, ha contestato al premier l’annuncio e la mancanza di un piano su come spendere i 170 miliardi del Recovery Fund. In altre parole, ha dato del dilettante a Conte. Secondo il retroscena del Corriere della Sera, alla fine ha perso proprio il presidente del Consiglio, costretto a cambiare i suoi programmi.

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Non molla sul nome, Stati generali, ma ridimensiona l’appuntamento (“Sarà l’inizio di un percorso a tappe e non una vetrina mediatica”) e soprattutto e capitola sul metodo: “Oggi e domani Conte e Gualtieri metteranno giù una piattaforma di contenuti, che prima della convocazione degli ospiti e di tutti i ministri sarà sottoposta ai partiti – spiega il Corriere -. Per cui tra lunedì e martedì Conte incontrerà i gruppi parlamentari e poi di nuovo i capi delegazione per discutere insieme”. Altri ceffoni in arrivo?

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