Voli di Stato, scorte e lacrime. Sono così i nuovi Cinquestelle (video)

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Cinquestelle, scorte e voli di Stato… Improvvisamente se la fanno addosso, i pentastellati, per la rivoluzione non si versa sangue né sudore. E che ci sta a fare la polizia sennò…

Una giornata di lacrime sui Social e sulle agenzie. Un po’ di più per la ministra della scuola Azzolina, un po’ di meno per il viceministro della salute Sileri. È cavalleria, diciamo. E lo straordinario tweet del ministro Bonafede, che si scorda la scorta (e la solidarietà) del governatore lombardo Fontana.

Scorte e voli di Stato per i Cinquestelle

È il tempo in cui lo status symbol per i Cinquestelle non è più rappresentato solamente dalle scorte. Ma ti elevano a celebrità le minacce social. Quelle a Fontana almeno le abbiamo viste ben visibili, con scritte enormi e rivendicate.

Poco abbiamo capito di chi vorrebbe sgonfiare Sileri. Molto si sa di chi ce l’ha con la ministra Azzolina. Vorranno vendicare l’odiosa punizione riservata agli studenti da infilare in un imbuto…

Ebbene, si tratta di due hater rossi. Un ex assessore del Pd, se abbiamo compreso bene. E di un sindacalista, un po’ più estremista, ma sempre di quelle latitudini. E i Cinquestelle giù a singhiozzare per le minacce di chi governa con loro. Ma non è esilarante tutto questo?

Ci è toccato persino leggere una nota degli esponenti del Movimento 5 stelle in commissione istruzione al Senato, “dopo i ripetuti attacchi che certa politica ha in maniera pretestuosa riservato a Lucia Azzolina“. Certa politica? Potete essere un po’ più precisi per favore?

“Certa politica” è forse quella sostenuta dal capogruppo del Pd al Senato, Marcucci? Anche lui ha minacciato la Azzolina pensando a soffiarle la poltrona a mezzo sciopero generale?Andrea Marcucci✔@AndreaMarcucci

In questa situazione di emergenza, e con tutte le difficoltà che sta registrando la #scuola, sono comprensibili le ragioni che stanno convincendo i #sindacati ad indire uno sciopero171Informazioni e privacy per gli annunci di Twitter537 utenti ne stanno parlando

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Beccandosi del provocatore da parte del capogruppo dei Cinquestelle di Palazzo Madama, Gianluca Perilli. Sempre a mezzo social. Hater pure lui?Gianluca Perilli✔@PerilliM5Senato

Mi dispiace rilevare che l’atteggiamento del Presidente Marcucci sul tema scuola è divisivo e non agevola il confronto.
Non ci aspettiamo provocazioni ma soluzioni.352Informazioni e privacy per gli annunci di Twitter192 utenti ne stanno parlando

Così va il mondo in questa alleanza litigiosa. E poi arrivano gli estremisti che randellano, presi dall’ardimento dei loro rappresentanti istituzionali.

E Bonafede applaudiva pure

Ma ormai i Cinquestelle hanno smesso di meravigliarci. Sono diventati bravi. Non fa più scandalo il volo di Stato – anziché un’ora di Frecciarossa – per andare da Napoli a Roma al costo (per noi) di diecimila euro. Lui, Alfonso Bonafede, che potete ammirare nel video qui sotto applaudire il suo collega Colletti che proponeva anni fa di dare ai poliziotti i risparmi delle scorte “da togliere ai politici”. Ora non vale più. “La nostra scorta è la gggente”, urlavano. Ora singhiozzano. Dalla gente all’agente. Allora era il tempo in cui quando la scorta veniva assegnata ad altri, era un privilegio e mai una protezione dalle minacce. Adesso diventa un diritto che si conquista con una discreta militanza su Twitter o Facebook.

Eppure, proprio loro hanno riempito la politica di invettive e di sputi. Verrebbe da dire “fateli proteggere dalla guardia civica di Boccia…”, i vostri ministri fifoni.

Solidarietà? Certo, noi sempre dalla parte di chi subisce minacce. Ma non dimentichiamo quello che ogni giorno accade ai nostri leader. Giorgia Meloni ha ricevuto e riceve sempre fior di minacce (vere) e la scorta personale non l’ha mai avuta. Perché un conto è il terrorismo o la mafia e altro sono i conigli da tastiera. Che danno fastidio e non spaventano nessuno. Chissà se la Azzolina – al contrario della presidente di Fdi – si è mai trovata su fronte i teppisti rossi. Può chiedere a qualche suo collega parlamentare che frequentava i centri sociali.

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