Silvia Romano, l’Imam di Milano: “Conversione spontanea? Impossibile, i rapitori non rappresentano l’Islam”

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Da quando ha messo piedi in Italia dopo 18 mesi di prigionia, Silvia Romano è al centro del dibattito pubblico per la conversione all’Islam che, a suo dire, è avvenuta di sua spontanea volontà. Una spiegazione che non convince affatto Mahmoud Asfa, presidente del consiglio direttivo della casa della cultura islamica di Milano e Imam. In Italia da 35 anni, appartiene alla moschea dello stesso quartiere della 25enne cooperante. Ma che cos’è che lo lascia perplesso nella vicenda di Silvia? “Alcune questioni. Innanzitutto – ha spiegato in un’intervista a La Stampa – mi chiedo come sia possibile considerare libera l’adesione a una religione mentre sei da mesi nelle mani di sequestratori tanto violenti come quelli di Al Shabaab. Poi, il fatto che abbia scelto di diventare musulmana dopo aver letto il Corano in italiano. Ricordiamo che tante traduzioni sono imprecise, sbagliate”. Secondo Mahmoud è un libro molto complesso, anche per chi è madrelingua arabo, ma non è tutto: “Sappiamo che Al Shabaab è uno dei più violenti gruppi terroristici, affiliato ad Al Qaeda. Non so che tipo di Islam le hanno proposto, visto che non rappresentano questa religione. Ragionando – ha concluso – non riesco a comprendere come una persona che è stata rapita possa poi abbracciare la religione dei suoi rapitori”. 

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