100 migranti in un paesino dell’Aquilano di 86 anime. Si ribellano i residenti: vogliono distruggerci!

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“Ma perché vogliono distruggere un paesino di vecchietti? E poi quelli che arriveranno dove dormiranno? Lavoreranno? Dove mangeranno? Carapelle Calvisio non è cambiata in tantissimi anni. Tutto va bene e quando le cose vanno bene non si cambia nulla”. Reagisce così una degli abitanti di Carapelle Calvisio dopo la notizia che nel paesino dell’Aquilano sono in arrivo 100 migranti. Da ospitare in quarantena in una struttura messa a disposizione dalla Caritas dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne Onlus.

Il fatto è che a Carapelle vivono appena 86 anime e la Lega già paventa quella sostituzione etnica che è una delle ragioni per le quali i sovranisti si oppongono all’immigrazione indiscriminata. Il sindaco Domenico Di Cesare è indignato: “Due giorni fa sono venuto a conoscenza di questa ipotesi, in merito ad una comunicazione fatta dalla Prefettura alla Regione. Sono deluso, nessuno mi aveva informato di una simile eventualità: in un periodo delicato come quello che stiamo vivendo, in piena emergenza sanitaria, quando si dovrebbe bandire ogni forma di contatto, a Carapelle potrebbero arrivare 100 migranti. E il suo sindaco, in quanto prima autorità sanitaria non sapeva nulla di questa possibilità. Nessuno mi ha coinvolto, anche se poi qualsiasi responsabilità ricadrebbe sulle mie spalle”. Ora il sindaco è in attesa di risposte.

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E comincia il solito tormentone dello scaricabarile. Il Pd se la prende con l’assessore regionale leghista Piero Fioretti che, sul Giornale, risponde per le rime. E spiega che la Protezione civile aveva interpellato la sola Asl dell’Aquila per trovare alloggi idonei all’accoglienza dei migranti nel corso dell’epidemia. Ed è così arrivata la risposta dalla Caritas. Ma la Protezione civile cerca alloggi per la quarantena dei migranti sulla base del decreto del governo numero 1287 del 12 aprile scorso. Inutile quindi che il Pd tenti di intorbidare le acque. Ha commentato Matteo Salvini: “Il governo non manda aiuti e risposte ai cittadini – ha detto  – ma in compenso è pronto a spedire un centinaio di immigrati in un paese di circa 80 anime come Carapelle Calvisio, in provincia dell’Aquila. È una follia”.

Don Marco Pagniello, direttore della Caritas di Pescara, prova a rasserenare gli animi: “La struttura di Carapelle può essere usata per l’accoglienza solo in accordo con la comunità locale e con il sindaco”.

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