In Italia solo a chi sventola la bandiera rossa è concesso tutto. Una vergogna intollerabile

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Perfino i vescovi, attraverso una nota della Conferenza episcopale, si sono ribellati a Conte che ha continuato a negare la celebrazione delle messe e ha imposto i funerali a numero chiuso. Meglio tardi che mai, un sussulto di dignità dopo avergli permesso addirittura di vietarci la Pasqua, forse anche stimolato da quelle immagini diffuse in rete in cui, in tante città italiane, si è permesso di celebrare il 25 aprile.

Quella sinistra con la bandiera rossa

Più della Chiesa poterono i partigiani di ieri e i centri sociali di oggi, quella sinistra che sventola bandiera rossa e intona Bella ciao e che si fa beffe delle regole, della legge oltre che del buon senso. Alle forze dell’ordine è stato imposto di irrompere durante una messa, ma troppe autorità locali hanno tollerato raduni e incontri, tutti organizzati fuori da ogni ordinanza.

La vergogna dei centri sociali in piazza

Non soltanto il sindaco di Milano, Sala, con il suo comizio che si è ben distinto invece dal comportamento serio e austero del Presidente della Repubblica all’Altare della Patria. Non soltanto veri e propri cortei dei centri sociali a Roma con vigili che cantavano in divisa insieme ai manifestanti. Ma anche a Modena, Bologna e altrove ci sono stati raduni di persone che non hanno rispettato le distanze, l’uso delle mascherine e tutte le norme alle quali tutti gli altri devono sottostare.

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Il 25 Aprile la resa dello Stato

Sono stati vietati funerali e messe, sono stati giustamente redarguiti cittadini e amministratori locali quando, nei giorni scorsi in Puglia o in Campania, celebrazioni religiose o funerali hanno dato luogo ad assembramenti. E invece il 25 aprile c’è stata la resa dello Stato, scandita sullo sfondo dal delirio di un cantante, Guccini, che ha diffuso un video nel quale si invita a far fuori sostanzialmente gli avversari politici.

Una discriminazione inaccettabile

Quello che è accaduto ha tutti i presupposti per essere duramente sanzionato, a meno che non esista un bollino rosso da affiggere al petto in quanto appartenenti alla sinistra che consente di fregarsene delle regole e anche di non essere  puniti per questo. Ovviamente questo fregio non ci interessa, ma questa discriminazione nei confronti dei cittadini è intollerabile.

Agli italiani divieti e imposizioni

Per la massa degli italiani divieti e imposizioni, per iniziative dal tono politico caro alla sinistra invece debolezza, resa e tolleranza. in attesa che il ministro dell’Interno faccia tutte le verifiche del caso, non ci resta che sperare che presto nuove condizioni sanitarie consentano a tutti, ma proprio a tutti, di esprimere liberamente ovunque le proprie idee e ogni sentimento civico e religioso, ponendo fine a un clima di divieti per tanti e tolleranza per pochi.

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