Conte ha mobilitato una task force di esperti per consentirci solo di dire “ciao” ai nonni


Dal 5 maggio si può andare a trovare il nonno, ma  questi non ti può invitare a pranzo. Conte  ha detto ieri sera che si possono andare a trovare i “congiunti”, però si deve trattare di incontri “mirati” e rimane il divieto per  “party familiari”. Che vuol dire? Che bisogna andarci da soli, senza coniuge e figli? Come si fa essere a sicuri di non sbagliare? Proviamo a immaginare una situazione possibile.  «Ciao nonno, come stai?», dice il nipote, munito di mascherina e  senza varcare la sogli della casa dell’anziano “congiunto”. «Io sto bene», risponde il nonno a un metro dalla porta. «Tu come stai, vuoi rimanere a pranzo?». «Vorrei, ma non posso. Conte dice che sono vietati “party familiari”. E temo che il fatto di sedersi a tavola io, te, la nonna ed eventualmente la badante  possa essere considerato un “assembramento”». «Va bene, hai ragione, non corriamo rischi. Mi hai visto. E a questo punto te ne puoi tornare a casa». «È meglio così. Ho fatto 60 chilometri per vederti, ma non ci è consentito di più». «Ciao, buon viaggio di ritorno. Guida con prudenza». «Lo terrò a mente. Ciao».

Il rebus delle seconde case

Queste e altre situazioni assurde sono quelle che emergono dal decreto del presidente del Consiglio su quello che sarà consentito fare dopo il 4 maggio. Il decreto di Conte è un capolavoro di oscurità e di reticenza che lascia nel dubbio milioni di italiani. Il premier ha mobilitato fior di esperti, la famosa task force coordinata da Vincenzo Colao, per non  chiarire affatto quello che possiamo o non possiamo fare. E non c’è solo la questione dei congiunti. C’è anche quella delle seconde case. «Era uno dei punti più attesi del nuovo decreto – si legge su la Repubblica- da parte degli italiani in cerca di un po’ di aria. Ma la formulazione delle nuove norme non scioglie i dubbi. Anzi. Perché se è certo che non si potrà uscire dalla propria regione, e dunque non è consentito raggiungere le seconde case che si trovano in altra regione, non è affatto detto che non lo si possa fare se si ha una casa al mare, in campagna o in montagna all’interno della regione di residenza. Nel precedente decreto, quello in vigore ancora fino al 3 maggio, infatti è scritto: ” Resta vietato ogni spostamento in abitazioni diverse da quella principale comprese le seconde case utilizzate per vacanze”. Nel nuovo decreto non c’è più traccia di questo divieto». Insomma, un vero e proprio rebus. Per pubblicare i decreti di Conte più adatta  la Settimana enigmistica che la Gazzetta Ufficiale.

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