Enrico Letta svela la Fase 2: “O Europa o patrimoniale. Coronavirus? In terapia intensiva hanno salvato anche gli evasori fiscali”

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“Chi non vuole l’Europa, sceglie la patrimoniale”. Lo dice chiaro e tondo, Enrico Letta. L’ex premier, politico assai adentellato tra Parigi, Strasburgo e Bruxelles, in una intervista a Repubblica parla di Fase 2 in toni allarmastici: “Chi può farlo in sicurezza deve ripartire. Perché la crisi sociale rischia di mangiarsi tutto, la voragine che abbiamo davanti è profonda e va contenuta a ogni costo”. E come sempre, a sinistra, la soluzione è in Europa.

In Italia, spiega, il grande problema è la Lombardia: “che è diventata l’epicentro mondiale dell’epidemia da Covid-19” mentre il resto del Paese, bontà sua, “ha cifre tedesche o danesi”. Per questo, “servono partenze selettive differenziate”. Peccato che la Lombardia sia il motore dell’economia italiana. 

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Tranquilli, suggerisce Letta, tanto ci pensa Bruxelles. Letta parla di “solidarietà enorme, senza saremmo a gambe all’aria”. Su Germania e Olanda contrari agli eurobond, Letta ribalta la frittata: “Credo davvero sia necessario un cambio di narrazione. Chi dice che aderendo al Mes ci mettiamo nelle mani degli strozzini non tiene conto di una banale considerazione: siamo il terzo azionista del meccanismo di stabilità e per le sue stesse regole interne nulla può essere fatto senza il voto dell’Italia”. Vie d’uscita non ce ne sono: “Dobbiamo stare dentro un sistema di risposte europee. Chi non vuole le regole europee, vuole la patrimoniale, perché è evidente che l’unica alternativa a quel tipo di interventi è una durissima tassa sui risparmi degli italiani”. Ora abbiamo capito: la patrimoniale sarà colpa di Salvini e Meloni. E dopo? Dopo arriverà “un grande patto con gli italiani”. “Bisogna abbattere una volta per tutte l’evasione fiscale. Sappiamo che davanti a code lunghissime, con le terapie intensive piene, a volte gli evasori hanno trovato posto e i cittadini che hanno sempre contribuito con le loro tasse no. È un discorso brutale, anche sgradevole, ma non è possibile che l’evasione fiscale abbia una conseguenza sulla vita e la morte delle persone”. Siamo a questo: non scegliere chi salvare tra un anziano e un giovane, ma tra chi paga e non paga le tasse.

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