Bellanova non ci provare: nessuna sanatoria per i clandestini. Nei campi vada chi prende il Reddito

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Regolarizzare oltre 600mila immigrati irregolari per farne braccia per l’agricoltura. La trovata è del ministro dell’Agricoltura, Bellanova, che con la scusa di sottrarre questi possibili lavoratori dalle mani delle mafie locali, ammesso che avessero voglia di andar per campi, ha ben pensato a una maxi sanatoria per i clandestini. Una notizia clamorosa, in tempi di coronavirus in cui le priorità dovrebbero essere ben altre, tanto è vero che è finita in prima pagina sul sito web di informazione marocchino “Le 360”.

La ministra Bellanova vuole impiegare gli irregolari in agricoltura

Lo stesso sito che, per capirci, a fine febbraio ( quando ancora non c’era stato il lockdown da parte di alcuno Stato europeo), aveva pubblicato la notizia del divieto di ingresso al porto da parte delle autorità portuali di Tangeri di un traghetto italiano che collega Genova alla città marocchina, quale misura precauzionale contro il coronavirus. Quegli stessi italiani che oggi invece continuano ad accogliere chiunque, sobbarcandosi da soli di oneri che invece nessun altro Paese è disposto a sostenere. La proposta della Bellanova resterà tale perché impediremo in ogni modo che si metta in pratica.

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Basta sbarchi. Migranti in quarantena in Libia o a Malta

Se il problema è far ripartire l’economia agricola duramente colpita dalla crisi e impedire che si buttino al macero tonnellate di frutti della terra perché nessuno li raccoglie, la soluzione sono i voucher, far lavorare gli italiani che hanno perso il lavoro, i cassintegrati, o mettere nei campi i titolari – ovviamente quelli giovani e capaci – del reddito di cittadinanza. Il messaggio che invece fa passare la Bellanova è un libera tutti. Italia ancora una volta terra di nessuno, come dimostra la ripresa delle attività nel Mediterraneo dei mercanti di schiavi esponendo centinaia di persone a rischi gravissimi. Ancora sbarchi e ancora nuovi clandestini nonostante l’Italia non sia un porto sicuro. L’Italia, soprattutto in questo momento di rischio di diffusione del coronavirus, non può diventare l’approdo di chiunque. Nessuna sanatoria. Basta sbarchi. Porti chiusi. E la quarantena la si faccia a Malta o in Libia, ma non a spese dell’Italia.

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