Salvate la Rai: hanno messo il servizio pubblico al servizio di Casalino

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I grillini sono come delle guardie rosse. Si sono scatenati contro il presidente della commissione parlamentare di vigilanza Rai, Barachini, solo perché ha organizzato per oggi una riunione dell’ufficio di presidenza aperto ai membri della commissione stessa. Una scelta non casuale, ma dettata dall’esigenza si assumere iniziative precise di fronte all’uso improprio della Rai che in tutto questo periodo è stato fatto da parte del Presidente del Consiglio. Conte ha letteralmente invaso il servizio pubblico inondandolo con le sue comunicazioni sconclusionate, ha insultato i rappresentanti delle opposizioni senza che avessero la possibilità di rispondere. Ha, insomma, fatto quello che ha voluto senza alcun contraddittorio e spesso anche eludendo le domande grazie a finte conferenze stampa manovrate da Casalino, un pessimo personaggio che incredibilmente gestisce la comunicazione del governo italiano avendo avuto un passato che tutti ben conosciamo quale partecipante al Grande Fratello. Di fronte a tanta prepotenza, non è solo giusto, è doveroso riunire l’organo parlamentare, almeno tanto quanto chiedere che Conte la smetta di abusare del servizio pubblico. Quanto alla Rai, sta dando in più occasioni pessima prova di sé prestandosi a certe vergognose sceneggiate rispetto alle quali una sanzione è auspicabile. Pensiamo a quello che stanno facendo i direttori di Tg1 e Tg3, che mandano in onda servizi con interviste anonime per denigrare la gestione della sanità in Lombardia. Un comportamento degno di organizzazioni dedite alla minaccia. Con voci falsate, volti coperti, personaggi che potrebbero essere chiunque, vanno in video nei tg dicendo di tutto e di più senza replica e senza alcuna verifica. Quello che manca è l’abc del giornalismo. Se si vuol fare un’inchiesta, si devono fare nomi e cognomi, non interviste a volto coperto. Si tratta di una condotta senza precedenti che va stroncata allontanando i direttori responsabili di questo modo di seminare disinformazione. Se la commissione di Vigilanza non parla di questo, di che altro dovrebbe occuparsi? Inutile, quindi, che le guardie rosse di Di Maio minaccino a destra e manca. Così facendo non fermeranno nessuno, ma mostreranno una volta di più la loro ignoranza e la spregevole arroganza.

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