Coronavirus, il politologo Gordon Chang all’Italia: “Non fidatevi degli aiuti della Cina, i morti sono colpa loro”

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«Il Covid -19? È tutta colpa di Pechino. Se il mondo piange quotidianamente migliaia di morti, mentre l’ intero sistema economico-finanziario internazionale si avvia verso un collasso epocale, la responsabilità è da attribuire alle autorità cinesi». Gordon Chang, autore di un testo fondamentale per capire l’ evoluzione politica della Cina, “The coming collapse of China”, è uno dei politologi più ascoltati dall’ establishment americano, in particolar modo in questi giorni. Dice a Libero: «Spero che il mondo, una volta sconfitto il Coronavirus, non voglia volgere lo sguardo da un’ altra parte dimenticando il comportamento che la Cina ha tenuto in questa tragica occasione. Si è trattato di una vera e propria cattiveria commessa nei confronti dell’ intero consorzio umano».

Troppi segreti – Avvertiamo un eccesso di severità in queste affermazioni e lo facciamo notare al nostro interlocutore, il quale risponde in modo reciso: «Non si tratta di essere severi, ma realisti e soprattutto preoccupati per il lungo silenzio osservato dai dirigenti cinesi sull’ effettiva portata dell’ epidemia. Il Partito comunista, mantenendo il segreto per molte settimane, ha permesso che si creassero le condizioni affinché il Coronavirus, partendo dall’ Hubei e da Wuhan, venisse esportato pericolosamente in tutti gli altri Paesi. Una tale scorrettezza, non nuova negli Stati ad impronta autoritaria, ha fatto perdere del tempo prezioso a livello internazionale e ritardato le opportune misure che i vari Stati avrebbero potuto intraprendere. Infatti, le frontiere sono rimaste aperte, mentre milioni di persone viaggiavano da e per la Cina portando in giro il Covid-19 per il mondo».
Osserviamo che la stessa Organizzazione mondiale della sanità si è accorta in ritardo che si fosse alla vigilia di una pandemia, ma Gordon Chang non retrocede di un passo dalle sue convinzioni e replica: «La Cina ha influenzato negativamente la stessa OMS. I responsabili di quell’ organismo hanno fatto chiarezza tardivamente sulla vera natura del virus e sul pericolo che esso avrebbe fatto correre all’ intera umanità. Anzi, si sono mossi quando eravamo già finiti nel burrone».

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Aiuti sospetti – Intanto, la Cina si sta prodigando nell’ aiutare i Paesi occidentali maggiormente colpiti a partire dall’ Italia. «Ora che il virus non è più una minaccia in casa loro e sta devastando gli Stati democratici – spiega Chang – Pechino si muove attraverso una politica di aiuti a dir poco sospetta. L’ obiettivo, però, è chiaro: cogliere l’ occasione storica per estendere la propria area d’ influenza nel contesto europeo. L’ Occidente, in primo luogo l’ Europa, deve valutare con cautela questi nuovi rapporti cercando di non cadere nel tranello umanitario. In tal senso, penso che il pericolo maggiore lo stia correndo soprattutto l’ Italia a causa di una classe di governo inesperta e, pertanto, facilmente sensibile al fascino delle sirene demagogiche».

Globalizzazione – Una volta vinta la battaglia contro l’ epidemia, sarà necessario fare i conti con il problema più generale della globalizzazione dei mercati e delle merci. «Occorre avere consapevolezza – precisa il politologo americano – che il regime cinese non conosce, né intende adottarle, le regole fondamentali delle democrazie occidentali basate sulla trasparenza dei comportamenti pubblici. La Cina è ormai parte integrante del sistema mondiale del commercio, ma la sua struttura politica è di tipo dittatoriale. Il comando è unico ed è concentrato nelle mani del Partito a dire di una realtà irresponsabile e irriformabile».
rivedere gli accordi «Penso – conclude il nostro interlocutore – che alla luce delle pagine tragiche che si stanno scrivendo in questi mesi sia quanto mai opportuno rivedere gli accordi che regolano gli scambi globali.
Con il governo comunista il pericolo è sempre in agguato. Oggi si chiama Covid-19, ieri si chiamava SARS domani potrà esserci qualcos’ altro. L’ Occidente deve avere contezza che da Pechino difficilmente potranno arrivare informazioni corrette e tempestive per porvi rimedio».

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