Coronavirus, i sindaci lombardi: “Numeri di decessi al ribasso, il tasso vero è sette volte più alto”

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I numeri dei decessi da coronavirus in Italia sarebbero sottostimati rispetto a quelli riferiti dal bollettino giornaliero. La zona più colpita dall’epidemia, come ben sappiamo dalle tristi immagini che circolano da giorni, è quella di Bergamo con oltre un quarto dei decessi. Qui, spiega il Fatto Quotidiano, per i sindaci della zona, i numeri ufficiali sono al ribasso. In Valseriana, spiegano gli amministratori pubblici, c’è un tasso di decessi fino a sette volte superiore rispetto al marzo del 2019.

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Si tratta per lo più di morti fantasma, persone che non fanno in tempo ad arrivare in ospedale e che, dunque, muoiono in casa. Lo aveva denunciato tempo addietro anche il primo cittadino Giorgio Gori. “Le morti – diceva in televisione – non sono tracciabili. Molti muoiono soli nelle loro abitazioni”.  Nella provincia di Bergamo dall’inizio sono oltre 600 i decessi registrati.In particolare è stato il focolaio di Alzano a preoccupare: qui decine di mezzi dell’esercito hanno dovuto portato 65 salme fuori dalla provincia per farle cremare, perché anche i cimiteri della zona sono ormai allo stremo.

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