Coronavirus, delegazione cinese a Roma: “Per strada ancora troppe persone”

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In giro nella Capitale ci sono ancora troppe persone. Il concetto è stato espresso da Liang Zongan e Xiao Ning, rispettivamente professore di medicina polmonare all’ospedale di Sichuan e vicedirettore dell’Istituto Nazionale delle malattie parassitarie e del centro nazionale per la prevenzione.

Ieri i due esperti hanno visitato la sede della Croce Rossa Italiana (Cri) insieme all’ambasciatore Li Junhua, al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e a Francesco Rocca, presidente Cri.

Come riporta La Repubblica Roma, i due medici hanno sottolineato che da quanto visto finora “in base alla nostra esperienza, per strada ci sono ancora troppe persone e comportamenti da migliorare”. Zongan e Ning sono arrivati alcuni giorni fa e fanno parte delle delegazione di esperti giunti dalle zone rosse della Cina. Durante la loro permanenza nella Capitale, si confronteranno con infermieri, medici e ricercatori dei diversi ospedali della città e poi si sposteranno nel Nord Italia.

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“In base alle prime valutazioni, ci sono atteggiamenti da migliorare – hanno ribadito Zongan e Ning -: non tutti coloro che stiamo vedendo in strada portano le mascherine o le portano in maniera corretta. Bisogna poi aprire le finestre ed evitare assembramenti. Solo se tutti rispetteranno in maniera rigorosa queste indicazioni il 3 aprile se ne potrebbe uscire”.

Visita all’ospedale Spallanzani

Questa mattina la delegazione cinese ha visitato l’istituto Spallanzani. È stato un momento per fare il punto sui protocolli messi in campo per contrastare la diffusione del virus. Uno dei medici cinesi ha evidenziato come “l’Italia stia facendo un ottimo lavoro e abbiamo potuto con i nostri occhi vedere le condizioni della coppia di turisti cinesi guariti e ne siamo molto contenti”.

La delegazione ha sottolineato “l’importanza di inquadrare prima possibile i casi positivi di Covic-19, curarli” e “la necessità di attuare sempre il prima possibile le misure di quarantena per fermare i contagi”. Un medico ha spiegato che queste sono le misure adottate dalla Cina “e non le abbiamo inventate noi ma vengono usate a livello internazionale nei casi di infezione”.

Intanto sono 315 i pazienti dimessi dal nosocomio romano che hanno superato la fase clinica e che sono negativi per la ricerca dell’acido nucleico del nuovo coronavirus. Il bollettino dell’ospedale spiega che a questa mattina sono 26 le persone dimesse e trasgerite a casa o in altre strutture.

In generale nel Lazio sono 277 i casi positivi al Covid-19 registrati, in base ai dati aggiornati a ieri sera. Di questi, 96 sono in isolamento domiciliare, 122 sono ricoverati non in terapia intensiva, 24 in terapia intensiva, 11 morti e 24 sono le persone guarite.

il giornale.it

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