«Cittadinanza a Mussolini? Storia non si cancella» Il sindaco di Salò replica alle polemiche

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Cittadinanza a Mussolini? Non siamo talebani, dice il sindaco di Salò. Che prende posizione dopo le pretestuose polemiche e sottolinea: ”Salo è meno fascista di mille altri paesi e non lo è anche adesso. Da vent’anni faccio il sindaco e mi ispiro a principi democratici e liberali. Revocare la cittadinanza onoraria sarebbe solo una damnatio memoriae, un atto sbagliato perché di quei soggetti non si saprebbe più niente mentre noi vogliamo che ci si ricordi degli errori del Fascismo. Non vogliamo nessun atto simbolico, noi dimostriamo negli atti che non siamo fascisti. Chi vuole eliminare la storia è un fascista, anzi un talebano”. Il sindaco di Salò, Gianpiero Cipani spiega così la sua posizione. Dopo che il consiglio comunale (14 voti a 3) ha detto no alla revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Per Cipani, 72 anni, che si definisce un ”liberale democratico (”radici nel partito repubblicano, poi mi sono iscritto a Forza Italia”) ”Salò non si deve affrancare da un bel niente, quei 600 giorni non sono Salò ma fanno parte della sua storia. I ministeri più importanti, e lo stesso Mussolini, stavano a Gardone, a Gargnano, qui c’era l’agenzia Stefani che mandava i dispacci con il nome del paese e la data”. Il sindaco ha ribadito che revocare la cittadinanza a Mussolini ”non sarebbe servito a nulla, se non a rimestare odi e polemiche inutili. ‘Finche ci sarà un vinto e un vincitore la guerra non finirà mai’, diceva Gandhi e sulla base di questo motto abbiamo preso questa decisione”. Cipani ha voluto ricordare come cinque anni fa abbia aperto un Museo, ”dall’archeologia ai giorni nostri e ci sono, purtroppo, anche i 600 giorni della Repubblica di Salò. Si racconta la storia di una città che non è la storia della Repubblica di Salò”.

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