Roma, per M5s la cittadinanza onoraria a Norma Cossetto può attendere

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A Druento, per lo meno, il sindaco dem ci ha messo la faccia (tosta) e contro ogni pronostico ha annunciato che voterà contro l’ordine del giorno per l’intitolazione di una targa a Norma Cossetto.

Nella Roma pentastellata, invece, si è preferito posticipare, insabbiare. La denuncia arriva dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia e Lega. “Durante la seduta odierna (ieri, ndr), il Movimento Cinque Stelle si è rifiutato di discutere la mozione per il conferimento della cittadinanza onoraria a Norma Cossetto”, rendono noto gli esponenti di centrodestra.

Avete capito bene. Nella città dove la sindaca grillina si è spesa con energia per riscrivere la toponomastica in segno di rispetto alle vittime della Shoah e si è votato all’unanimità per dare la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. Ecco, proprio a Roma, quando si parla di foibe il paradigma sembra rovesciato. Per decidere se la giovane Norma Cossetto, violentata e infoibata dai partigiani titini all’età di 23 anni, avrà o meno diritto a diventare cittadina onoraria della Capitale c’è tempo. Se ne riparlerà con calma. Dopo le celebrazioni del 10 febbraio. Questo, in estrema sintesi, quanto avvenuto ieri in sala Marco Aurelio.

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A spiegarci l’accaduto è il consigliere Francesco Figliomeni che assieme ai colleghi di Fratelli d’Italia e al capogruppo Maurizio Politi, della Lega, ha presentato la vexata mozione. “Non era all’ordine dei lavori – premette – ma il regolamento capitolino, in caso di urgenza, consente comunque di presentare delle mozioni non calendarizzate”. Questo genere di provvedimenti, per essere discussi, necessitano però del consenso dei capigruppo. Ed è qui che è successo l’inatteso. “Il capogruppo dei grillini, Giuliano Pacetti, – prosegue – dopo essersi consultato con i colleghi di partito, inspiegabilmente si è rifiutato di discuterla”. La questione è quindi rinviata al prossimo consiglio, che si terrà martedì.

“Una vera delusione – spiega Figliomeni – avremmo voluto che l’iter fosse avviato prima del Giorno del Ricordo”. Sul perché della decisione, l’esponente di Fratelli d’Italia avanza qualche ipotesi. “Evidentemente non tutti i grillini sono d’accordo con l’iniziativa”. “Hanno detto che gli serviva del tempo per valutarla e mi è sembrata una scusa”, ragiona. “Tempo per cosa? Per decidere se una ragazza innocente, insignita di medaglia d’oro al valor civile dal presidente della Repubblica, abbia diritto di cittadinanza in questa città?”.

Dopo che la sua tremenda vicenda è stata raccontata da libri e pellicole, Norma, è diventata il simbolo delle persecuzioni anti-italiane nel confine orientale. Norma, istriana e italiana, al di sopra di ogni sospetto e senza macchie. Perché rifiutare di metterla al centro di un dibattito in una sede istituzionale e, per giunta, a pochi giorni dalla solennità del 10 febbraio? “Vedremo come andrà a finire martedì e se ci saranno sorprese, – conclude Figliomeni – speriamo che l’ala più ideologizzata dei Cinque Stelle non prevalga”.

il giornale.it

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