Riparte il business dei migranti: più soldi ai centri d’accoglienza

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Matteo Salvini li aveva ridotti da 35 fino a 19 euro. Ora il ministro dell’Interno giallorosso, Luciana Lamorgese, ha inviato una circolare chiedendo che siano aumentati i rimborsi ai centri d’accoglienza per i migranti ospitati.

Una mossa per sconfessare l’operato del segretario leghista al Viminale nella scorsa legislatura. E che fa ripartire in quarta il business dell’immigrazione.

Il motivo della scelta? Presto detto. Oltre a voler fare uno sgarro alla Lega e al suo capo politico, il dicastero sostiene che per effetto del taglio operato dall’allora ministro dell’Interno, numerosi bandi lanciati dalle prefetture sarebbero andati deserti, creando così un problema che le stesse prefettura si sono premurate di segnalare al Viminale.

Come riportato dall’agenzia stampa Ansa, “Il ministero ha studiato il dossier e – in seguito a un parere chiesto all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione – ha inviato una circolare ai prefetti per indicare che potranno essere aumentati i rimborsi per ogni migrante accolto”.

L’aumento del rimborso giornaliero per ogni migrante ospitato dovrebbe essere pari a 2-3 euro; insomma, accrescere la diaria media quotidiana per ogni singolo soggetto accolto dovrebbe rendere più appetibili i bandi.

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Duro il commento del leader leghista: “Dopo aver riaperto i porti, il governo riapre i portafogli degli italiani, aumentando i soldi per chi accoglie richiedenti asilo. Noi avevamo ridotto da 35 euro ad una media europea fra i 19 e i 26 euro al giorno il compenso per ogni immigrato, questo governo fa ripartire il business legato agli sbarchi. Vergogna!”.

Il provvedimento (stralciato) di Salvini

Era il giugno del 2018 quando Salvini, titolare del Viminale per un governo giallorosso appena agli inizi, spiegava (intervistato dal Corriere della Serail suo piano per ridurre i fondi destinati ai richiedenti asilo: “Da luglio, con un decreto del ministro, ridurremo il contributo per chi chiede asilo. Non è un fatto di ostilità. Per ogni richiedente asilo noi paghiamo 35 euro al giorno attraverso varie voci. La Germania garantisce 26 euro, l’Austria 23, la Polonia 20, la Francia 25. Significa che tagliare i costi è possibile”. All’annuncio al Corsera seguirono i fatti, visto che dopo l’estate il rimborso della “quota migrante ospitato” ai centri d’accoglienza fu ridotto sensibilmente: arrivò infatti lo stop ai canonici 35 euro per immigrato, e la cifra fu ridotta a un minimo di 19 fino a un massimo di 26. In questo modo, il governo si impegnò a garantire tutte i beni e i servizi di base essenziali,spendendo però per i migranti la stessa cifra che lo Stato spende per coloro che sono ricoverai in ospedale.

All’epoca, Salvini dichiarò: “Chi vedeva l’immigrazione come una mangiatoia da oggi è a dieta e sono convinto che molti finti volontari non parteciperanno più ai bandi perché non ci sarà più da mangiare”. Ecco, oggi, quella mangiatoia rischia di riempiersi nuovamente.

il giornale.it

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