La ministra grillina che ha copiato la tesi depista i media con l’antifascismo…

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Arriva la richiesta di dimissioni di Matteo Salvini e della Lega per il ministro della Scuola Lucia Azzolina accusata di aver copiato la sua tesi di laurea. La polemica è stata innescata da un articolo di Repubblica firmato dal linguista e critico letterario Massimo Arcangeli. Il docente aveva messo in evidenza alcuni passaggi della sua tesi per l’abilitazione all’insegnamento copiati dalla ministra grillina. I testi contestati rispetto al lavoro di 41 pagine sono tre: il primo è preso dal “Dizionario di psicologia” di Galimberti, il secondo che riguarda il ritardo mentale tratto dal “trattato italiano di psichiatria” e il terzo è una ripresa del “Diagnostic and statistical manual of mental disorders”. Testi inseriti nel lavoro della Azzolina senza virgolette e senza citazione della fonte. Un plagio, secondo il professor Arcangeli, docente a Cagliari.

Il botta e risposta della ministra grillina con Salvini

‘Fare peggio del ministro Fioramonti sembrava impossibile. E invece Azzolina ci stupisce: non solo si
schiera contro i precari ma ora scopriamo che copia pure le tesi di laurea. Un ministro così non ha diritto di dare (e fare) lezioni. Roba da matti. Si vergogni e vada a casa”. Così, in una nota, il segretario della Lega Matteo Salvini.

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La replica della Azzolina è affidata a una nota altrettanto aggressiva. “Salvini? Non ha mai studiato in vita sua…”.  “Non fatevi prendere in giro: non è né una tesi di laurea né un plagio né nulla di simile. Ho sentito tantissime sciocchezze in queste ore – afferma Azzolina – . D’altra parte, non mi stupisce mica che Salvini non
sappia distinguere una tesi di laurea da una tesi di fine relazione di tirocinio Ssis, la scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario. Ma non smentisce affatto di aver copiato quei testi, senza citare le fonti.

L’antifascismo come slogan per tutti gli usi…

Agli attacchi del centrodestra, con Salvini in testa, la ministra replica da Cracovia, dove oggi era in visita con la delegazione  del “Viaggio della Memoria”. In quella sede, ovviamente, si è dedicata alle sue lezioni  di antifascismo, riempiendo le agenzia di dichiarazioni sulla Shoa. Con tanta solerzia e abbondanza di retorica da far apparire le sue dichiarazioni un tentativo di distrarre i media. Dal suo scandalo, dalla sua bufera.

Azzolina esorta a “non dimenticare mai cosa fu il fascismo: durante la dittatura in Italia, furono approvate le leggi razziali, leggi criminali che a molti ragazzi negarono la scuola”. Slogan di facile impatto copiati ai suoi colleghi di sinistra.

“Noi oggi veniamo qui a Cracovia e domani ad Auschwitz non solo a commuoverci per l’assassinio di centinaia di migliaia di innocenti fra ebrei, rom, omosessuali, disabili, oppositori politici. Ma  veniamo a prendere un impegno: mai, in nessun modo, si insinui fra di noi l’indifferenza e mai riprenda forza l’odio. Questo è un impegno interiore, non soltanto una scelta etica del governo, del parlamento, dello Stato…”.

E alla fine, solo alla fine, quasi fosse una logica estensione di quel pensiero, replica a Salvini. Accusandolo di ignoranza. Ma senza lanciare l’appello più attuale, più utile agli studenti: quello a non copiare i compiti dagli altri…

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